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Se siete in Catalogna e state per entrare in un centro di
bellezza o in un negozio di acconciature, potreste imbattervi in un
cartello che vi invita a portarvi la musica da casa «e in supporti
originali!». E' la singolare protesta messa in atto da 2500 negozi
di Barcellona, Lleida e Sabadell contro la SGAE (la SIAE spagnola),
la Sociedad General de Autores de España, che impone alle
attività commerciali che usano la musica trasmessa dalla radio un
canone per i diritti d'autore. Per i negozi con superficie
inferiore ai 50 mq, la tariffa è di 6,45 euro al mese; sale a 12
euro se è superiore. Secondo i rappresentanti dei parrucchieri
catalani «la situazione è allucinante; noi non viviamo della
musica, semplicemente vogliamo dare ai saloni un'atmosfera
gradevole per i clienti, per farli sentire come in casa». La SGAE,
una delle istituzioni più impopolari del momento, anche a causa di
un disegno di legge che vuole chiudere in quattro giorni le pagine
web con link a file protetti dal diritto d'autore, ha comunicato
che già 200 associazioni di categoria sono arrivate a un accordo
per il pagamento e che è disposta al dialogo «con qualunque
federazione» per quella che «non è una tassa, ma una tariffa».
Noi pensiamo che: è una follia. Dal
parrucchiere ci andiamo per rilassarci,lasciateci la musica!