Giorgina Arian Levi, la nostra Memoria

Donna di oggi

di Greta Privitera
<p>Giorgina Arian Levi, la nostra Memoria</p>
PHOTO COURTESY OF CASA EDITRICE GIUNTINA

Nella casa di riposo della Comunità Ebraica  di Torino vive una fra le testimoni più tenaci dell´avvento del fascismo e del nazismo in Italia. Si chiama Giorgina Arian Levi, compirà 100 anni la prossima estate, e con la sua dolce voce e la sua forte personalità restituiscei alla memoria gli anni più dolorosi della storia del mondo. Dall'esilio alla scrittura, ha vissuto un secolo senza sosta. Giorgina parla con un tono pacato, riflette con calma perché deve pescare amari ricordi nel suo libro di vita così ricco di storie, e sa anche scherzare sulla sua età da record.

Signora Liliana, cos'è la cosa che ricorda di più del periodo nazi-fascista in Italia?

«La sofferenza di alcuni uomini e la crudeltà di tutti gli altri. Ricordo come fosse ieri l'ammazzare di fretta. Non si prendevano nemmeno il tempo di uccidere. È stato tutto molto, molto brutto. La gente scompariva, veniva presa per essere deportata in qualche campo di concentramento lontano. E veniva bruciata. Ogni volta che non vedevo un amico ebreo per qualche giorno avevo paura che l'avessero preso, l'avessero portato via».

Mi racconti un po' della sua storia.

«Io sono nata nel 1910 a Torino. Ho sposato un tedesco. Si chiamava Heinz Arian, un medico ebreo, molto religioso, dal cuore grande. Ci siamo conosciuti all'università ed entrambi ci siamo dovuti nascondere dai nazi-fascisti perché giudei. Durante la Secondo Guerra mondiale siamo stati arrestati dai nazisti. Per sfuggire da loro siamo emigrati in Bolivia fino al 1946, anno in cui abbiamo fatto ritorno nella nostra amata Torino. Ho perso molti parenti nei campi di concentramento. I tedeschi me li hanno portati via quasi tutti. Io, ringrazio il fatto di essere piccoletta e robusta. Ho la pelle forte. In quegli anni ho fatto tantissime esperienze. Ciò che non ti ammazza ti apre la testa. Ho avuto la fortuna di avere una buona preparazione politica e quindi sapevo come difendermi, sapevo che l'esilio era l'unica soluzione per sopravvivere. I miei zii, i miei amici e i miei cugini sono state le vere vittime».

E quando è tornata che Italia ha trovato?

«Un'Italia distrutta. Al mio rientro ho deciso di unirmi al partito Comunista Italiano prima come consigliere Comunale a Torino e poi come Deputato Italiano. Mi sembrava l'unica via giusta per portare un cambiamento. Ho scritto anche sette saggi nel frattempo. Ma il mio vero lavoro era l'insegnamento. Sono stata per anni professoressa di lettere al liceo classico Gioberti di Torino. Amo i giovani. Ho cercato di insegnare loro la libertà. Questa giornata della Memoria è molto importante soprattutto per loro che la guerra non l'hanno vissuta. Noi abbiamo il compito di ricordare che la libertà va difesa e che la shoah non deve più esistere. Io fra poco farò 100 anni ma non riesco a dimenticare quel dolore».


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RISULTATI

Correggo la data dei miei post: 26-27-28 gennaio 2010. Giorgina BG

Invito a vedere i post del 26-27-28 gennaio 2008 nel mio blog "La mela rossa dimenticata" (http://giorginabusca.splinder.com) Giorgina BG

Milla auguri, cara Signora Giorgina Levi Arian Giorgina Busca Gernetti

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