DAI PALAZZI10:20 - 27 gennaio 2010

Facciamo i conti in tasca ai manager

In Senato si discute di alzare il velo sugli stipendi dei dirigenti

di Lavinia Farnese
<p>Facciamo i conti in tasca ai manager</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Operazione trasparenza. E stavolta no, il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta non c'entra nulla, piuttosto il Senato tutto. Dove è stato presentato e si sta esaminando un emendamento da inglobare alla Legge Comunitaria che dice: «Le società quotate in Borsa dovranno rendere pubblici i compensi corrisposti ai propri manager a qualsiasi titolo e in qualsiasi forma». Una forma, appunto, di correttezza già prevista nel codice di autodisciplina delle società. Fino a oggi, vi si poteva però scegliere o non scegliere di aderire. Era insomma su base volontaria. Se passasse la norma, invece, rivelare quanto portano a casa gli alti dirigenti diverrebbe obbligatorio. E c'è da aggiungere che gli stipendi dei top manager non sarebbero resi noti tout court. Ma accompagnati anche da quella che chiamano «la politica in materia di remunerazione», ovvero dai mattoncini che si mettono insieme per costruire il compenso annuo di un amministratore delegato o un presidente. Quale la parte fissa, quale quella variabile. Quali gli assegni a breve quali a lungo termine.

Pensiamo - uno per molti - al caso di Giancarlo Cimoli, nominato nel 1996 dal governo Prodi come risanatore delle Ferrovie dello Stato. I risultati della sua amministrazione, otto anni dopo il mandato, avrebbero portato le Ferrovie Italiane sul binario del disastro economico. Di lui, senza l'operazione trasparenza, conosciamo solo il premio di buona uscita, stimato online in 6 milioni e 700mila euro.

Noi pensiamo che: Sia giusto. Come, ad esempio, avere gli stipendi dei conduttori in coda ai titoli delle trasmissioni Rai.


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).