DAL MONDO14:50 - 28 gennaio 2010

La Cina riscopre il nushu, la lingua segreta delle donne

Un gruppo di ricercatrici fa rivivere il nushu

di Lavinia Farnese
<p>La Cina riscopre il nushu, la lingua segreta delle donne</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Nushu significa, in Cina, scrittura delle donne. È il dialetto delle confidenze, l'unica lingua di genere al mondo. Custodiva in testi proibiti agli uomini i segreti inconfessabili di spose infelici, o promesse loro malgrado. Bandita da Mao Zedong negli anni Cinquanta, fu salvata dai roghi della Rivoluzione culturale con la sepoltura dei libri sotto terra, o nelle tombe delle autrici. Si credeva poi estinta lo scorso anno, quando a 92 anni morì Yang Huangyi, ultima cinese allevata da una mamma che conosceva quei 1800/2500 ideogrammi curvilinei parlati e conosciuti solo dalle donne. E invece no: scrive la Repubblica che nello Hunan, dove il nushu è stato tramandato, un gruppo di donne ha trascritto centinaia di versi finora sconosciuti, e recuperato quei diari tenuti dalle spose in cui rivelavano le proprie sofferenze e paure.

E se prima il nashu era la lingua del giuramento, del patto di sorellanza intimo contro l'oppressione degli uomini, oggi è tra le prime fonti di reddito dei villaggi dello Hunan, dove è stata anche inaugurata una scuola solo femminile per «imparare le parole perdute delle donne». E nei salotti di Pechino e Shanghai, quelle parole sono già state recuperate: per disquisizioni accompagnate da tea su femminismo e cultura. Tra signore raffinate.

Noi pensiamo che: spesso le donne per parlare tra loro hanno bisogno di un linguaggio segreto, cifrato. Lo usate anche voi?

 


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RISULTATI
giovanna 80 mesi fa

Usiamo il linguaggio della complicità ,del cercare anche nelle vite delle altre le nostre storie, di condividere le nostre vite quotidiane, del confrontarci ,così da dire "quello che capita a me"..."capita anche a lei" quando ci confidiamo sul vivere quotidiano e ci rendiamo conto che "per tutte è così" . E questo ci tranquillizza.

nunzia 80 mesi fa

penso che sia errato farlo diventare un linguaggio a scopo di lucro. E una mancanza di rispetto nei confronti delle donne che hanno tanto sofferto e soffrono ancora.il linguaggio doveva tramandarsi come prima poiche e da considerarla un arma di difesa e confronto solo ed escusivamente delle donne custodendo il rispetto e l'onore.

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