DALLA SOCIETA'10:31 - 01 febbraio 2010

La crisi non c'è ai tavolini di maghi e astrologi

Boom di italiani alla ricerca di "fatture"

di Lavinia Farnese
<p>La crisi non c'è ai tavolini di maghi e astrologi</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Se ci sono delle tasche che la crisi certamente ingrossa, sono quelle di maghi e affini. Sì perché 30mila persone - solo ogni giorno, e solo in Italia - si siedono davanti a loro. Sono soprattutto donne, in disperata ricerca di «un aiuto concreto», dicono loro, di una «previsione» che valga una speranza di uscire dalla solita vita, che svolti l'amore, o il denaro, o il lavoro. Non manca chi ci va per «gusto del proibito», o per «stato di necessità». L'ultimo rapporto dall'Osservatorio Antiplagio, insomma, è preoccupato: da questi detentori d'oscuri saperi - 160mila in tutta Italia, che operano soprattutto al Nord -  si spendono a testa tra i 20 e i 600 euro. E solo cinque su 100 clienti sporgono querela.

E i maghi anche, però, vien da pensare, chissà se sono felici: spesso si trovano a fare i conti con le accuse di evasione fiscale, ciarlatano, circonvenzione d'incapace, truffa aggravata. Certo, li consola la portata del loro business: 6 miliardi di euro l'anno. In nero. L'evasione fiscale, qui, è pari al 95% delle prestazioni.

Noi pensiamo che: voi siete mai andate da un mago? E ci siete ritornate? Raccontate la vostra storia o quella di un parente, così tutti possiamo capire perché mai sedersi davanti all'occulto, a una palla di vetro.


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