DALLA SOCIETA'13:18 - 08 febbraio 2010

Polonia, i fedeli sono schedati in Chiesa

Una chiesa in Polnia prende le impronte digitali ai fedeli

di Ferdinando Cotugno
<p>Polonia, i fedeli sono schedati in Chiesa</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

C'è una città, in Polonia, dove si entra in chiesa dopo aver lasciato le impronte digitali. Siamo a Gryfow Slaski, una piccola comunità di poche migliaia di abitanti della Bassa Slesia, sud del Paese, al confine con la Germania. Si chiama Grzegorz Sowa il sacerdote cattolico che ha installato il lettore elettronico con lo scopo di monitorare la presenza dei fedeli alle funzioni religiose. Si deve passare il dito sia all'entrata sia all'uscita. L'iniziativa non è rivolta a tutti, ma solo ai ragazzi che devono ricevere la Cresima. Senza almeno duecento partecipazioni a messa nell'arco dei tre anni, per ottenere il sacramento si deve sostenere un esame. Se qualcuno si aspetta una rivolta, rimarrà deluso. In pochi hanno invocato il rispetto della privacy, e nessuno tra i ragazzi, che anzi hanno apprezzato l'iniziativa. «In questo modo non dobbiamo fare la fila per firmare il registro», ha detto una di loro. Lasciare una firma dopo la funzione è un'usanza piuttosto comune in Polonia, uno dei Paesi più religiosi del mondo cattolico.

Noi pensiamo che: ma la difesa della privacy deve valere dappertutto e non in Chiesa?


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