DAI PALAZZI10:54 - 09 febbraio 2010

Englaro :«Ancora nessuna legge sul testamento biologico»

Englaro si chiede perchè non ci sia ancora una legge sul testamento biologico

di Greta Privitera
<p>Englaro :«Ancora nessuna legge sul testamento biologico»</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

«È  passato un anno, e la legge non c'è. Come mai?» Si chiede Beppino Englaro, il padre di Eluana, la ragazza in coma per 17 anni e morta un anno fa dopo la sentenza della Cassazione che consentì l'interruzione dell'alimentazione e l'idratazione artificiale. «Questo oggi è il mio calvario, il senso della vita e della morte di Eluana: lottare per una legge decente che consenta ai cittadini di poter decidere per loro stessi ». Beppino Englaro, torna a parlare in un'intervista della legge sul testamento biologico, ora all'esame della commissione Affari Sociali della Camera. «Arrivare a una legge sul testamento biologico che tuteli tutti e, dopo quel che è accaduto alla mia famiglia, informare l'opinione pubblica e fare in modo che nessuno dimentichi. questo è il mio scopo oggi.», dice. Il padre di Eluana spiega che nell'ultimo anno non ha mai avuto dubbi: «Né io né sua madre», anche perché, spiega ancora, «mia figlia non c'è più dal giorno dell'incidente (18 gennaio 1992). Dal 9 febbraio dell'anno scorso non è più stata violentata da mani altrui e da terapie a oltranza». Infine, dice anche una parola sul cantante Povia che porterà a Sanremo una canzone su Eluana: «È  un ragazzo intelligente, senza pregiudizi. Si è ispirato alla storia di mia figlia, l'ha capita nei termini giusti ed è andato oltre le polemiche. Il resto non mi riguarda. Io, che mi batto per la libertà di scelta, figuriamoci se blocco quella di un'artista».

 

Noi pensiamo che: non vogliamo un'altra Eluana per ricordare al parlamento la necessità di una legge chiara sul testamento biologico.


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).