Da L'Aquila all'Arabia Saudita

Rassegna stampa

di Ferdinando Cotugno
<p>Da L'Aquila all'Arabia Saudita</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Sono stati tirati ballo e umiliati dalle intercettazioni degli imprenditori impegnati nella ricostruzione post-sisma. Ora i cittadini dell'Aquila e dell'Abruzzo, colpiti dal terremoto lo scorso marzo, hanno reagito e sono scesi in piazza. Hanno mostrato cartelli con sopra scritto: «Io non ridevo», e «Riprendiamoci la nostra città».
Hanno raggiunto il centro storico della città, forzando i blocchi per l'area off limits dal sisma, e hanno gridato tutta la loro indignazione.

C'è anche una cittadina italiana tra le nove vittime dell'attentato in una pasticceria di Pune, in India. Si tratta di Nadia Macerini, originaria di Arezzo. Lavorava in un centro di meditazione, l'Osho Ashram, a poche centinaia di metri dal locale colpito. In India, a due anni dagli attentati di Mumbai, è tornato l'allarme terrorismo.
Secondo le autorità, responsabile sarebbe un gruppo filo-pakistano.

Dopo la rivolta urbana di sabato notte a Milano, dopo l'omicidio di un ragazzo egiziano, la polemica si è spostata sul piano della politica. Il consigliere comunale della Lega Nord Matteo Salvini ha proposto «controlli ed espulsioni casa per casa, piano per piano». Il Partito Democratico ha ricordato che a governare la città è il centrodestra. «È fallita la loro politica di integrazione e sicurezza», ha attaccato il segretario del Pd Pierluigi Bersani.

All'inizio pensavano a uno scherzo di Carnevale. Invece era una rapina in piena regola, ai danni di un supermercato alla periferia Nord di Roma. Lo stupore era dovuto al fatto che i quattro criminali indossavano maschere di Massimo D'Alema e Gianfranco Fini. Avevano pistole giocattolo, sono stati arrestati dopo qualche ora dai Carabinieri.

In Arabia Saudita è in corso un boicottaggio contro i negozi di biancheria intima. La campagna, partita su Facebook, è diretta contro gli uomini che lavorano in negozi che vendono intimo femminile. Il leader dell'iniziativa è Rim Asaad, una docente di economia. «Se avete a cuore i diritti delle donne, evitate per due settimane i negozi di lingerie dove lavorano commessi maschi», ha scritto sul social network, lanciando il boicottaggio.


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