Dalla frana in Calabria alla paghetta di Trento

Rassegna stampa

di Ferdinando Cotugno
<p>Dalla frana in Calabria alla paghetta di Trento</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Duemila persone sono state allontanate dalle proprie case di Maierato, un piccolo paese in provincia di Vibo Valentia. Un intero costone della montagna a ridosso delle case è crollato a causa della pioggia. Il sindaco Sergio Rizzo ha parlato di uno scenario «apocalittico». Tonnellate di terra e fango si sono rovesciate sulla valle, hanno sfiorato le case e reso necessario lo sgombero dei 2300 abitanti.


Guido Bertolaso non si dimette da capo della Protezione civile. Il sottosegretario ha accolto l'invito del presidente del Consiglio a non lasciare il suo posto. Lo ha spiegato in un'audizione alla Camera dei deputati. Intanto il governo ha messo da parte, per ora, la privatizzazione della Protezione civile. Per quanto riguarda
l'inchiesta giudiziaria che lo ha coinvolto, a tutti gli indagati arrestati è stata negata la scarcerazione.
Probabilmente è per un colpo di sonno dell'autista che l'autobus di una scolaresca francese si è ribaltato sulla A12, all'altezza di Massa Carrara. Sono tre le vittime dello schianto: l'uomo alla guida, una docente e un ragazzo di 13 anni. Sono almeno sei i feriti gravi, ma nessuno di loro è in pericolo di vita. Erano partiti da Bordeaux, in Francia, stavano andando a Firenze.

I cittadini del Sud Italia sono meno intelligenti di quelli del Nord. Questa è l'ennesima provocazione di Richard Lynn, lo studioso nord-irlandese che già aveva teorizzato la superiorà mentale degli uomini rispetto alle donne (questione di dimensioni del cranio) e degli europei rispetto agli africani (questione di colore della pelle). La ricerca ha suscitato un coro di proteste. «Sono modelli teorici che si sono già rivelati falsi e ingiustificati e che possono legittimare comportamenti individuali e scelte politiche di impronta razzista e di discriminazione sociale», ha risposto il presidente dell'Associazione italiana di psicologia Roberto Cubelli.

La morte di una madre può rappresentare un danno economico e non solo morale. Anche se il figlio è maggiorenne e addirittura ha 60 anni. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha ingiunto alla Asl di Trento il risarcimento all'uomo della paghetta mensile che ancora percepiva dalla madre, dopo che un intervento
chirurgico ha causato la morte della donna. L'importo sarà stabilito dalla Corte di Appello.


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