DAL MONDO12:11 - 24 febbraio 2010

Cancun, il litigio di Chavez e Uribe

A Cancun i due presidenti Chavez e Uribe bisticciano

di Laura Cardia
<p>Cancun, il litigio di Chavez e Uribe</p>
PHOTO GETTY IMAGES

«Sii uomo, tanto coraggioso da lontano e tanto vigliacco per discutere di fronte!», «Va' al diavolo!». Lo scambio di battute tra il presidente colombiano Álvaro Uribe e l'omologo venezuelano Hugo Chávez a Cancún, dove i Paesi dell'America, meno gli Stati Uniti e il Canada, hanno creato una nuova entità di integrazione economica, sta facendo la delizia dei media ispanici. I rapporti tra i due leader latinoamericani sono burrascosi da tempo, a causa delle sette basi militari statunitensi che la Colombia ha accettato sul proprio territorio.

Uribe ha causato la furia di Chávez paragonando il trattamento delle imprese colombiane in Venezuela al boicottaggio degli Stati Uniti a Cuba e solo l'intervento moderatore del presidente messicano Felipe Calderón e del cubano Raúl Castro ha placato gli animi. Su Facebook gruppi colombiani e venezuelani hanno già fatto proprie le battute dei due presidenti e tornano così alla mente altri incidenti diventati popolari. Il primo è il famoso «porque no te callas?!» (perché non stai zitto?!), dedicato da uno spazientito re Juan Carlos a Chávez e diventato immediatamente grido di guerra dell'opposizione venezuelana.

Ma i media ricordano anche i modi spicci del messicano Vicente Fox, che, non volendo che Fidel Castro gli rovinasse un vertice, lo chiamò e gli disse «mangi e te ne vai», in una conversazione che il governo cubano registrò e si affrettò a diffondere, rendendo la frase popolarissima tra i messicani.

Noi pensiamo che: e meno male che la politica dovrebbe dare il buon esempio.


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