DAL MONDO12:59 - 26 febbraio 2010

Myanmar. Aung San Suu Kyi resta agli arresti domiciliari

Negata la scarcerazione per la leader dell'opposizione birmana

di Luca Bergamin
<p>Myanmar. Aung San Suu Kyi resta agli arresti domiciliari</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Altri diciotto mesi agli arresti domiciliari per il Nobel per la Pace birmano Aung San Suu Kyi. In totale fanno 14 anni degli ultimi 20 trascorsi nelle mura domestiche. Come si temeva, il Tribunale supremo del Myanmar ha respinto il ricorso della leader dell'opposizione confermando la sentenza emessa lo scorso 11 agosto che le impedisce di lasciare la propria abitazione.

La motivazione, in primo grado, fu la violazione degli arresti domiciliari per avere accolto un pacifista americano affetto da disturbi di personalità, capace di raggiungere a nuoto l'abitazione dove Suu Kyi vive con la domestica di fiducia. Chiaro l'intento della giunta militare retta dal generale Than Shwe, al potere dal 1962, che non indice elezioni nazionali dal 1990 quando il netto successo alle urne della Lega per la democrazia, il partito del Nobel per la pace, non venne riconosciuto: togliere dalla scena la dama, come Suu Kiy è soprannominata, proprio nell'anno, quello in corso, in cui, sono state annunciate nuove consultazioni elettorali, anche se ancora non c'è una data ufficiale.

Fatta riapparire in pubblico eccezionalmente per alcuni istanti lo scorso novembre, a favore dei media internazionali, quando incontrò il diplomatico americano Kurt Campbell, la 65enne esile Lady Yangon, che infila sempre un fiore fresco tra i capelli, e versa in condizioni di salute non ottimali,  è tornata nuovamente nell'ombra. Come gli oltre 130 prigionieri politici segregati dai militari nelle carceri della Birmania. In queste condizioni, è facile prevedere come andranno le elezioni.

 

Noi pensiamo che: contro la pace, contro le donne. Possibile non fare niente?

Fonte[ Vanity Fair ]

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