Baghdad, la democrazia è donna

Parlano le candidate irachene alle elzioni per il rinnovo del parlamento

di Greta Privitera
<p>Baghdad, la democrazia è donna</p>

«Se non rinunci subito alla tua candidatura uccideremo te e i tuoi figli e distruggeremo la tua casa ». Questa è solo una delle tante minacce che la sunnita Salam Semesem, una delle 1.800 candidate donne su cui domenica si pronunceranno gli elettori iracheni chiamati a rinnovare il Parlamento, ha ricevuto negli ultimi mesi. Grazie a una legge irachena, ispirata dalla Casa Bianca, alle donne spetta di diritto il 25% dei seggi (82).

Quest'anno le candidate irachene sono più agguerrite che mai. Le strade di Baghdad sono tappezzate di manifesti con i volti delle candidate, qualcuna anche sui cartelli stradali. L'immagine della candidata Salama al-Khafaji ricoperta da un manto nero mentre indica ai fedeli la preghiera si trova accanto alla capigliatura bionda e ai vestiti di foggia occidentale dell'altra candidata Masoun al-Damalouji. Un segno di grande cambiamento. Nelle precedenti elezioni molte candidate non mostravano il volto sui manifesti elettorali. «Però non illudiamoci di aver fatto così tanti progressi - puntualizza Salam- il 25% non significa che vi sia una parità. Le discriminazioni ci sono ancora e la maggior parte delle donne ricopre ruoli di basso profilo. Ma non voglio occuparmi delle donne, voglio occuparmi dell'economia, è tutta la mia vita e chiedo solo di essere valutata in base alla mia esperienza e non al mio sesso».

L'impressione è che l'Iraq sia ancora un Paese a due facce, dove le differenze confessionali contano. «Per esempio le posizioni più importanti sono spartite in base alla confessione e non alla competenza dei singoli individui. Così se in un dicastero il ministro è sciita il direttore generale sarà probabilmente sunnita, e viceversa. Dobbiamo abbattere questo muro, nuoce alla meritocrazia», precisa Azhar al-Shakly, sunnita, candidata nella lista dell'ex premier iracheno sciita Iyad Allawi.

 

Noi pensiamo che: Il coraggio di Salam e delle altre candidate irachene regala alle loro figlie la speranza di un Iraq più democratico. Ma voi avreste questo coraggio, anche pensando al bene dei vostri figli?


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RISULTATI
orsetta 81 mesi fa

sono contenta che dopo tante tragedie che hanno pesato soprattutto sulle donne quel paese si icammini pian piano verso la democrazia,io non so se avrei il coraggio di fare come salam,sono troppopaurosa orsetta

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