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In fila, tutti composti, con la maglietta rossa rigorosamente
addosso, sono già centomila davanti al Parlamento di Bangkok. Tutti
pronti a donare il proprio sangue. La causa, però, non è
umanitaria, bensì politica. I fan dell'ex premier thailandese, il
multimiliardario delle telecomunicazioni Thaksin
Shinawatra, ex proprietario della squadra di calcio del
Manchester City allenata da Roberto Mancini,
vogliono raccogliere un milione di metri cubi di sangue,
l'equivalente di mille bottigliette di soda da versare davanti al
parlamento, macchiato di accuse di scandali e corruzione, per
chiedere nuove elezioni.
Vogliono assolutamente che in queste ore il primo ministro
Abhisit Vejjajiva sciolga le camere. Ma il premier
non sembra disposto ad accogliere le loro richieste. La singolare
forma di protesta ha suscitato la dura presa di protezione della
Croce Rossa che condanna lo spreco di sangue e la mancanza di
igiene. Ma la marea rossa antigovernativa non vuole recedere. Dopo
avere bloccato l'aeroporto per due settimane, occupato gli uffici
del Primo Ministro, adesso il sangue.