DALLA SOCIETA'12:06 - 16 marzo 2010

Malasanità. «I nostri cari morti due volte»

Alberto, che «doveva rimettersi in piedi in una settimana». È una delle vittime della malasanità.

di Enrica Brocardo
<p>Malasanità. «I nostri cari morti due volte»</p>

Alberto, che «doveva rimettersi in piedi in una settimana».  È una delle vittime della malasanità. Molti, dopo il ricovero, non ce l'hanno fatta; altri, come Alfredo sono sopravvissuti agli errori dei medici, ma hanno perso la salute. E, soprattutto, la speranza. Perché sanno che, anche se un colpevole c'è, non pagherà.

Il caso di Alfredo Scordo ricoverato all'ospedale Santa Rita di Milano per una broncopolmonite.

Il primario del reparto di chirurgia toracica, dottor Pier Paolo Brega Massone, della ex clinica Santa Rita (oggi si chiama Istituto Clinico Città Studi) finì in carcere il 9 giugno del 2008 con l'accusa di avere effettuato una novantina di interventi chirurgici allo scopo di incassare i rimborsi della sanità pubblica. Cinque persone morirono. Roberta Scordo è l'avvocato di parte di civile di suo padre, Alfredo,  e di un'altra quindicina di ex pazienti. Alfredo 79 anni, in tribunale c'è stato solo il giorno in cui lo hanno convocato per interrogarlo. La sua carrozzeria, in compenso, è diventata una sorta di punto di raccolta per ex pazienti. «In molti sono venuti direttamente qui o mi hanno cercato al telefono», racconta. Ma prima ancora, a chiamarlo, fu la Guardia di finanza. «Mi dissero: "Lo sa che il suo intervento non andava fatto? La sua broncopolmonite era in fase di guarigione". Non capivo. Se ti dicono che devi farti operare, non vai a pensare che forse non è necessario».

Questo e altri casi di malasanità sul numero 11/2010 di Vanity Fair in edicola da mercoledì 17 marzo 2010

Fonte[ Vanity Fair ]

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RISULTATI
orsetta 78 mesi fa

questi articoli mi aumentano la fobia che ho per gli ospedali le siringhe le analisi:non avrei mai creduto che si sarebbe arrivati a questo per i soldi,poveri noi

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