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Apre a Londra la prima clinica per curare la dipendenza da
Internet e dai videogiochi. Il target? I cosiddetti
"screenagers", i ragazzini che passano ore davanti al
computer o alla Playstation e vanno in astinenza se non possono
armeggiare con mouse e joy-stick. La riabilitazione per adolescenti
dai 12 anni in su, prevede la privazione dell'accesso a gadget
tecnologici e l'insegnamento di tecniche di socializzazione vis à
vis. Il Capio Nightingale Hospital - questo il nome del
pioneristico centro - curerà ragazzini, la cui salute è gravemente
compromessa dalla loro assuefazione al monitor. Alcuni vanno in
escandescenza quando viene chiesto loro di spegnere il computer, al
punto che in certi casi è occorso persino l'intervento della
polizia. Qualche 'screenager' sviluppa pure disturbi del sonno o
presenta segni di depressione, mentre altri arrivano a non mangiare
più normalmente o presentano una stanchezza cronica e si isolano
dalla società. «L'assuefazione alla tecnologia è come il gioco
d'azzardo: porta a comportamenti tipici della crisi di astinenza
come l'irrequietezza», ha spiegato lo psichiatra Richard Graham,
che, al Capio Nightingale, dirigerà il reparto per la cura della
dipendenza dei giovani dalla tecnologia. «Provoca
un'iperstimolazione e dunque un costante senso di allerta», ha
aggiunto lo psichiatra, sollecitando l'emanazione di linee guida in
materia. Secondo alcune stime, il 10% dei 46,6 milioni di
navigatori del Web del Regno Unito potrebbe essere dipendente dal
computer.
Noi pensiamo che: chi lo avrebbe mai immaginato
che la tecnologia avrebbe creato anche "malattie"?