DALLA SOCIETA'16:03 - 19 marzo 2010

Don Ciotti, giornata a Milano contro le mafie

Nessun discorso, solo la lettura di 900 nomi di vittime delle mafie

di Lavinia Farnese
<p>Don Ciotti, giornata a Milano contro le mafie</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Succede a Milano, il 20 marzo: 900 nomi di vittime delle mafie, verranno letti senza grandi discorsi, alla fine di un corteo che partirà alle 10 dai Bastioni di Porta Venezia e si snoderà fino in Piazza Duomo. È la 15esima giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie. L'hanno organizzata Libera e Avviso pubblico. L'ha voluta con tutto se stesso Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, che non vuole, invece, in piazza, bandiere di partito, in quello che lui chiama più che corteo «un abbraccio sincero ai familiari». A chi gli domanda perché proprio a Milano, risponde: «Per Giorgio Ambrosoli, avvocato assassinato nel 1979, per i tre vigili del fuoco, il vigile urbano e per un immigrato» morti nella strage di via Palestro nel 1993 e «perché il capo della Squadra Mobile è il figlio di Boris Giuliano», il capo della Squadra Mobile di Palermo ucciso nel 1979. «Ai partecipanti, ai rappresentanti delle istituzioni, al mondo politico chiediamo semplicemente di guardare le vittime negli occhi e di vedere i loro volti», spiega ancora il sacerdote.
Una familiare di una vittima delle mafie per tutte è Stefania Grasso, 40 anni, figlia di Vincenzo, commerciante ucciso a Locri nel marzo del 1989 perché non si è mai piegato a pagare il pizzo, né ha mai patteggiato. Delitto impunito, come la maggior parte: «Saremo a Milano perché la mafia non è un problema del Sud. La mafia macina soldi, domina appalti, commissiona talpe, va veloce, dove nuovi investimenti si ergono. E a Milano c'è l'Expo, nel 2015, e l'Expo fa gola alla mafia». Si sconfiggerà mai? «Lo dobbiamo ai nostri figli. Quando mio nipote, che si chiama Vincenzo come mio padre, mi chiede cos'è la medaglia d'onore al valore civile appesa, io gli racconto la storia che il nonno è in cielo, ed era una brava persona, e per questo motivo degli uomini cattivi gli hanno fatto del male».
E intanto, la lotta alla mafia si combatte anche in rete. Tra il primo gennaio 2010 e il 9 marzo 2010, su Facebook e in altri luoghi del web analizzati da Blogmeter, sulla mafia ci sono stati oltre 2milioni e mezzo di messaggi. In quasi 500 post si è parlato di vittime della mafia. In oltre 100 della Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime; 1500 quelli in cui si discute, più in generale, di come combattere i colletti bianchi.

Noi pensiamo che: ci uniamo all'abbraccio. E alla memoria.


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