DAL MONDO16:02 - 23 marzo 2010

Google lascia la Cina, non i cinesi

Il colosso dirotta tutte le ricerche da Google Cina a Hong Kong

di Ferdinando Cotugno
<p>Google lascia la Cina, non i cinesi</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Google ha deciso: lascia la Cina ma non i cinesi. Da oggi tutte le ricerche Web fatte su Google Cina vengono automaticamente dirottate sul motore di Hong Kong. Per ora, all'ombra della Grande Muraglia si possono ancora cercare contenuti sul sito americano, e ottenere risultati senza filtri o censure. Sul proprio blog ufficiale, i dirigenti di Google hanno scritto: «Crediamo che questa sia la migliore soluzione possibile alle nostre sfide: è perfettamente legale e consentirà l'accesso alle informazioni per il popolo cinese».
Il Governo di Pechino però è infuriato: da loro punto di vista Google avrebbe violato il preciso accordo scritto che imponeva il rispetto delle leggi cinesi sulla comunicazione e la libertà di espressione. Per Google, non è certo un momento facile. Da un lato c'è l'etica: la sua battaglia contro la Cina è iniziata quando il governo è entrato negli account di posta Gmail (di proprietà di Google) di alcuni attivisti per i diritti umani. In quel momento, sul motore di ricerca sono scomparsi i filtri ed è iniziata questa lunga partita a scacchi.
Dall'altro piatto della bilancia, però, c'è il mercato. La Cina è uno dei pochi paesi al mondo dove Google è minoritario. A Pechino, domina l'autoctono Baidu, al motore Usa rimane un 30% delle ricerche. Abbandonare ora la partita significherebbe consegnare tutto il Web all'avversario. Da qui l'idea di dirottare le ricerche su Hong Kong. Una soluzione provvisoria: «Sappiamo che le autorità potrebbero bloccare l'accesso alla pagina di Hong Kong in qualsiasi momento, tutto quello che possiamo fare è monitorare la situazione in modo costante», si legge sul blog. La partita, dunque, è ancora aperta.

Noi pensiamo che: a occhio, questa guerra tra Cina e Google ha toni reali, più che virtuali.

 


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