DALLA SOCIETA'14:28 - 23 marzo 2010

Internet: se vostro figlio naviga con gli orchi

I nostri ragazzi vanno tenuti alla larga da Internet? No, se si usano queste precauzioni.

di Veronica Bianchini
<p>Internet: se vostro figlio naviga con gli orchi</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

«Cuoricino», adescata da un maniaco. Francesca, 12 anni, in cura dallo psicologo per le sue foto osé su internet. Alice, tormentata dai «cyberbulli». Un minorenne su 10 si è imbattuto  almeno una volta in un pedofilo online. E poi i truffatori, gli spacciatori, i satanisti. I nostri ragazzi vanno tenuti alla larga da Internet? No, se si usano queste precauzioni.

Molte volte, da chat apparentemente innocue, si finisce in mezzo a veri e propri adescamenti cui seguono spesso violenze. Come ci si può difendere? Il consiglio è uno solo: mai lasciare i minori soli con Internet. È proprio quello che cercano i pedofili». Troppo allarmismo? No, se si leggono i dati raccolti dalla Polizia delle comunicazioni: l'11% dei ragazzi italiani che frequenta le chat sulla Rete ha avuto almeno un contatto con un pedofilo.

Tre su quattro di questi minori non ne parlano con i genitori, per vergogna, incoscienza, ma anche perché sono sicuri che la famiglia «non capirebbe». Intanto i minorenni che usano Internet sono già la stragrande maggioranza (il 79%): di questi il 23% naviga accompagnato, il restante 77% viene seguito solo «qualche volta».
«Internet è uno strumento potentissimo e meraviglioso, ma molto poco governabile. Per questo la prevenzione e l'educazione delle famiglie e dei minori è fondamentale», racconta Roberta Cocco, responsabile del progetto Futuro@lfemminile, una delle attività di «responsabilità sociale» di Microsoft Italia.

«La nostra è un'associazione fortemente voluta da Microsoft: mettiamo a disposizione degli altri, soprattutto delle donne, il nostro know how tecnologico» te (www.futuroalfemminile.it). «Per evitare molti pericoli basta davvero un minimo di conoscenze», spiega la Cocco: «qualsiasi sistema operativo può consentire, per esempio, il parental control, la gestione remota del pc da parte dei genitori - usata solo nel 12% delle famiglie -, e il blocco di alcune parole chiave.

Se volete saperne di più leggete il prossimo numero di Vanity Fair n.12/2010 da mercoledì 24 in edicola

Fonte[ Vanity Fair ]

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).