DAL MONDO12:52 - 26 marzo 2010

Stati Uniti, la crisi finanziaria è anche colpa dei siti porno

Un dipendente su tre della Sec guardava siti porno nel momento del tracollo

di Ferdinando Cotugno
<p>Stati Uniti, la crisi finanziaria è anche colpa dei siti
porno</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Certo non avrebbe cambiato il destino della peggiore crisi finanziaria degli ultimi decenni. Ma solo adesso si è scoperto che un dipendente su tre della Sec (l'autorità di controllo delle borse negli Stati Uniti) guardava siti porno per ore nel momento peggiore del tracollo. Il 28% dei funzionari che avrebbero dovuto sorvegliare sulla trasparenza delle operazioni che hanno mandato a picco Wall Street navigava dall'ufficio, sul pc pagato dai contribuenti, su siti per adulti, con una media di un'ora e mezza ogni giorno. Lo scandalo era stato sollevato dal Washington Post, ora un rapporto Nielsen ne ha disegnato le proporzioni. Quando i siti hard erano oscurati dai filtri, i dipendenti si ingegnavano usando penne usb in grado di aggirare il blocco.
Il media blog Gawker ha anche pubblicato le deposizioni dei funzionari alla commissione di indagine interna alla Sec.
Si leggono frasi come: «Non pensavo fossero siti porno, c'erano soltanto costumi da bagno, ci sono arrivato tramite dei link». Spiegazioni come queste, non sono state ritenute sufficienti a giustificare gli 8237 accessi dall'ufficio federale. Come se non bastasse, la Sec è stata costretta ad avvisare anche l'Fbi, perché alcuni del file trovati nei suoi computer erano vera e propria pedopornografia.


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