DALLA SOCIETA'17:51 - 30 marzo 2010

«Niente froci in casa mia»

Cacciati di casa. La loro colpa? Essere gay. Ma un rifugio li ha salvati.

di Carla Bardelli
<p>«Niente froci in casa mia»</p>

Depressione, miseria, droga, prostituzione: ecco l'abisso dove sono precipitati alcuni ragazzi francesi quando i genitori li hanno cacciati di casa. la loro colpa? Essere gay, e dichiararlo. Poi un rifugio li ha salvati.

Ascoltare le storie di questi ragazzi mette addosso un enorme disagio: come la punta di un iceberg, nascondono un'intolleranza che, nell'Europa evoluta, credevamo scomparsa.

Violenze fisiche e psicologiche, situazioni di estremo disagio, fino alla rottura definitiva dei rapporti con la famiglia. E così, inevitabilmente, la miseria, la droga e la prostituzione sono percorsi comuni a quasi tutti gli abitanti del Refuge di Montpellier.

Il Refuge, unica struttura in Francia adatta ad accogliere giovani gay in difficoltà, è stata fondata nel 2003 da «uno di loro», Nicolas Noguière, che sta tentando di aprire strutture simili a Parigi e Bordeaux. 

«La gente deve sapere che esistono famiglie, come la mia, dove quando dici che sei omosessuale il tuo patrigno ti ammazza di botte ogni giorno, con la complicità di tua madre che alla fine, ti sbatte fuori di casa», ha raccontato Benoit, uno degli abitanti del Refuge di Montpellier.  

La storia di Benoit e degli altri abitanti del Refuge è sul numero 13/2010 di Vanity Fair in edicola da mercoledì 31 marzo

Fonte[ Vanity Fair ]

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RISULTATI
orsetta 78 mesi fa

nel terzo millennio siamo ancora nella barbarie medievale ,tutto per ignoranza,perchè chi è acculturato non fa qeste cose orsetta

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