DAL WEB15:30 - 06 aprile 2010

Giallo donna del lago, il marito resta in carcere

Marco Siciliano ha fatto nuove ammissioni. «Beatrice voleva separarsi»

di staff Style.it
<p>Giallo donna del lago, il marito resta in carcere</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Si avvia verso una soluzione il giallo della donna del lago. È stato confermato dal giudice di Lugano l'arresto di Marco Siciliano, il fisioterapista di 32 anni accusato dell'omicidio della moglie Beatrice Sulmoni, scomparsa dalla zona di Mendrisio e trovata venerdì nelle acque del lago di Como, nei pressi di Laglio. L'accusa formulata è di omicidio intenzionale. Durante l'interrogatorio con il pubblico ministero Rosa Item, Siciliano ha fatto delle ammissioni frammentarie, confermando quanto detto subito dopo l'arresto. Nella sua auto sequestrata gli investigatori svizzeri hanno trovato tracce di sangue che ora saranno sottoposte alle analisi di laboratorio per capire se appartengono alla vittima.

Beatrice Sulmoni, 36 anni e madre di un bambino di sette anni, era scomparsa dalla sua casa di Obino di Castel San Pietro, piccolo paese di circa 600 abitanti in Ticino, una decina di giorni fa. Siciliano avrebbe finto che lei fosse ancora viva mandando messaggi a parenti e amici con scritto: «Non cercatemi»; «Non chiamate la polizia»; «Lasciatemi tranquilla». L'assenza era parsa strana e la mattina del 2 aprile scatta la denuncia di scomparsa. Il cadavere della donna viene ritrovato nelle acque di Laglio e riconosciuto il sabato quando il fratello della vittima riconosce Beatrice all'obitorio di Como.

L'ipotesi più accreditata sul movente del delitto è passionale: Beatrice Sulmoni sarebbe stata uccisa perché voleva separarsi e continuava a ripeterlo al marito. Un'intenzione che Siciliano non poteva tollerare. Il delitto potrebbe essere avvenuto il 25 marzo: potrebbe esserci stata una furiosa lite in cui Beatrice è stata selvaggiamente picchiata; il marito le avrebbe fracassato il cranio con un oggetto pesante, per poi sgozzarla. Ora le indagini dovranno chiarire come il cadavere sia arrivato nel lago. Gli inquirenti tendono a escludere che possa essere stato gettato da Ponte San Pietro, paesino che confina con Obino dove la coppia viveva, nel fiume Breggia, mentre sembrano propendere per l'ipotesi che sia stato portato con un veicolo e poi gettato nel lago. Intanto si attende l'arrivo a Lugano del cadavere per l'autopsia.


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).