DALLA SOCIETA'13:29 - 07 aprile 2010

Ru486, a Bari il primo aborto farmacologico

L'ospedale di Bari è il primo a effetture l'aborto farmacologico

di Greta Privitera
<p>Ru486, a Bari il primo aborto farmacologico</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Sarà una donna di 25 anni la prima italiana che affronterà l'intervento di interruzione di gravidanza con la pillola Ru486, entrata ufficialmente in commercio da una settimana ma arrivata solo oggi negli ospedali. «La giovane non ha voluto ripetere l'esperienza della sala operatoria e dell'anestesia», fa sapere il dottor Nicola Blasi della clinica ostetrica del Policlinico di Bari, unico non obiettore di coscienza. La pillola Ru486 veniva utilizzata nel policlinico del capoluogo pugliese "in via sperimentale", in quanto importata dalla Francia, dal mese di novembre del 2006. «Ora che il farmaco è in commercio in Italia», dice Blasi, «abbiamo fatto richiesta ai punti di riferimento previsti e stamani è arrivato il farmaco. Sarà somministrato tra poco: la donna è già ricoverata nella struttura ospedaliera dove rimarrà tre giorni per completare tutto il trattamento».



Bari, quindi, è la prima città d'Italia a distribuire la pillola seguita dalla clinica Mangiagalli di Milano: «Oggi», spiega l'ospedale «sono arrivate al responsabile della farmacia ospedaliera del Policlinico Ospedale Maggiore, di cui la Mangiagalli fa parte, le prime richieste da parte di medici della Mangiagalli per la RU486», che corrispondono alle prime richieste di donne che vorrebbero interrompere la gravidanza per via farmacologica. Secondo quanto riferito nei giorni scorsi dall'azienda distributrice Nordic Pharma, il farmaco potrebbe essere a disposizione della Clinica entro le prossime 48 ore. 
Al momento, solo sei regioni hanno emanato disposizioni in merito la somministrazione del farmaco, tra quali anche l'Emilia Romagna, che insieme alla Provincia autonoma di Trento, ha optato per il Day Hospital che prevede comunque un apposito protocollo per monitorare la donna, anche al di fuori dell'ospedale, per l'arco di tempo necessario all'aborto. Mentre Lombardia, Toscana e Veneto hanno scelto il ricovero ordinario per tutta la durata dell'interruzione di gravidanza. In Piemonte invece, le pressioni per limitare il più possibile l'uso della Ru486 sono molto forti. Il neopresidente leghista della Regione, Roberto Cota, sulla Ru486 ha idee «completamente diverse» da quelle dell'ex presidente Mercedes Bresso, «farò quanto in mio potere per fermarla».


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