DAL MONDO10:49 - 07 aprile 2010

New York pensa a una tassa sulla Coca Cola

La proposta del sindaco della Grande Mela, Michael Bloomberg

di Angelo Sarasi
<p>New York pensa a una tassa sulla Coca Cola</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

La campagna di Michelle Obama contro l'obesità, specialmente quella infantile, produce un effetto domino. Dopo le immagini della first lady che zappa nell'orto della Casa Bianca, i distributori di prodotti vegetariani nelle scuole, i pop corn che presto potrebbero essere banditi dai cinema  a favore di barrette meno caloriche, adesso negli Stati Uniti prende forza l'idea di tassare la Coca Cola e le altre bibite gassate.
Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha confermato di avere allo studio la possibilitá di fissare un'imposta tra il 10 e il 15% del prezzo su ogni lattina e bottiglia che ogni cittadino dovrebbe pagare se vuole bersela. «Se puó servire - ha detto il primo cittadino - per salvare vite umane, ridurre i costi sanitari, credo possa rivelarsi una misura validissima, soprattutto in questi momenti economici assai complicati». Secondo un sondaggio, il 70% della popolazione della Grande Mela la pensa come Bloomberg. La tassa sulle bevande gassate sarebbe un bell'affare anche perchè nelle casse comunali entrerebbero ogni anno centinaia di milioni di dollari, oltre a ridurre il consumo del 10%. E le spese sanitarie ne beneficerebbe visto che il 7% delle calorie che assumono giornalmente gli americani è determinato proprio dal consumo di queste bevande notoriamente dannose. Muhtar Kent, presidente di CocaCola, ovviamente si ribella. «Mai un Governo ha osato dire alla gente cosa deve e non deve bere. Mi sembra una misura da Unione Sovietica».


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