DALLA SOCIETA'11:18 - 08 aprile 2010

«Cucchi non era disidratato, si poteva salvare»

Ecco le conclusioni alle quali è arrivato il medico legale nominato dalla Procura

di staff Style.it
<p>«Cucchi non era disidratato, si poteva salvare»</p>

«Se si fosse agito diversamente Stefano Cucchi poteva essere salvato. Non è morto per disidratazione». A queste conclusioni è arrivato Paolo Arbarello, direttore dell'Istituto di medicina legale dell'università La Sapienza, uno dei consulenti nominati dalla Procura per far luce sulla morte del giovane deceduto il 22 ottobre scorso nel reparto protetto dell'ospedale Sandro Pertini. «L'assistenza», ha proseguito il medico legale, «non è stata adeguata. Invece le indicazioni del Fatebenefratelli e di Regina Coeli erano corrette».

«Non è morto per disidratazione», ha detto Arbarello, «Il giorno precedente alla morte Cucchi aveva assunto tre bicchieri d'acqua e c'era funzionalità renale perché la vescica era piena. Così non si muore disidratati».


Le conclusioni dell'esperto è che ci sia stata omissione e negligenza. «In ospedale non è stata colta la gravità della situazione e determinante per la morte è stata l'omissione di un piano terapeutico adeguato», ha aggiunto il direttore dell'Istituto di medicina legale. «A Cucchi»,  ha spiegato Arbarello, «non sono state attuate terapie che potevano evitare la morte. Rimane il dubbio sul perché sia stato avviato a quel reparto: il reparto di medicina protetta non era idoneo alla sua condizione. Non sappiamo il perché sia stato ricoverato lì e non in un altro».


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RISULTATI
orsetta 78 mesi fa

questo tragico evento non deve più ripetersi perchè siamo nel terzo millennio ,non nel medioevo.la morte di stefano è stata causata da chi non fa il proprio dovere,da chi picchia crudelmente igli arrestati ,dai mediciignavi e accidiosi,dalla società civile che non si indigna ,invece ribellarsi è giusto orsetta

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