DAL WEB12:28 - 12 aprile 2010

«Mia figlia è morta per una tessera scaduta»

Una bambina di 13 mesi muore a Carugate per mancata assistenza

di Greta Privitera
<p>«Mia figlia è morta per una tessera scaduta»</p>
PHOTO INFOPHOTO

Muore a Carugate, nell'hinterland di Milano, Rachel, una bambina nigeriana di 13 mesi, perché le era scaduta la tessera sanitaria. «I medici avrebbero potuto salvarla se non si fosse perso tutto quel tempo e se le cure fossero state adeguate. Se fosse stata italiana questo non sarebbe successo», grida ora Tommy Odiase, il padre della piccola in Italia dal 1997. Il signor Odiase era in regola con il permesso di soggiorno, aveva appena perso il lavoro e non poteva rinnovare il documento che forse avrebbe salvato la figlia. «Uccisa dalla burocrazia», dicono gli amici della coppia, che in 200 hanno sfilato per le vie di Carugate, dove la famiglia vive.

La notte del 3 marzo Rachel è stata male, in preda a violenti attacchi di vomito. I genitori, spaventati, hanno chiamato il 118. È Arrivata un'ambulanza che li ha trasportati al pronto soccorso dell'Uboldo di Cernusco sul Naviglio. Il medico di turno ha visitato la paziente e l'ha dimessa prescrivendole tre farmaci. Ma non sono serviti. Alle 2 di notte l'uomo è tornato al pronto soccorso. «Il personale ci risponde che "la bambina ha la tessera sanitaria scaduta, non possiamo visitarla ancora o ricoverarla"», denuncia il 40enne. «Un fatto di una gravità assoluta», sottolinea l'avvocato della famiglia, Marco Martinelli, «Dobbiamo capire se esistono direttive precise per casi come questo». 

In mano Tommy Odiase ha un permesso di soggiorno da residente da rinnovare ogni sei mesi ma che scade in caso di disoccupazione. Il nigeriano, per ottenere il rinnovo della tessera sanitaria propria e delle figlie, doveva presentare una serie di documenti che ne attestassero la posizione, fra i quali la busta paga dell'ultimo mese. Licenziato solo sei settimane prima, la pratica si è trasformata in un incubo. 

L'ex operaio, davanti al rifiuto dei medici, è diventato una furia. Forse qualcuno ha ricordato che pochi giorni prima all'ospedale di Melzo, stessa Asl, era morto un bimbo albanese di un anno e mezzo perché  rimandato a casa dal pronto soccorso e Rachel, solo a quel punto, è stata ricoverata in pediatria, alle 3 di notte. «Fino alle otto del mattino nessuno l'ha visitata», raccontano i genitori. Alle cinque e mezza il cuore della bambina si è fermato.
Gli Odiase hanno presentato una denuncia per omicidio colposo a carico dei medici e dell'ospedale, la Procura di Milano ha aperto un'inchiesta con la stessa accusa contro ignoti. Ora si attendono i risultati dell'autopsia, pronti per il 12 maggio.


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