PHOTO CORBIS IMAGES
Un caso di abuso sessuale su un minorenne scuote anche i Boy
Scouts.
Dopo le vicende degli abusi dei preti pedofili, un giudice di
Portland ha stabilito che l'organizzazione americana del movimento
giovanile nata in Inghilterra agli inizi del '900 dovrá pagare 1,4
milioni di dollari come indennizzo per danni morali inferti a
Kerry Lewis, un uomo oggi 38 enne che al momento delle molestie non
era ancora maggiorenne.
Secondo il magistrato, Boy Scout of America mostrò grande
imprudenza consentendo a Timur Dykes, un assistente
dell'organizzazione, di continuare a svolgere attività con i
ragazzi del gruppo nonostante avesse confessato l'abuso compiuto
nel 1983 a danno di Lewis e il suo nome fosse stato inserito
in un archivio, interno al movimento, che conteneva i nomi delle
persone inadatte a stare in contatto con i minorenni.
Una lista nera che, secondo l'accusa, invece, serviva
semplicemente ad occultare i casi di violenza sessuale. Dykes fu
successivamente condanno tre volte per abusi sessuali commessi su
minori e mandato in carcere. Boy Scout America, nel preannunciare
l'appello, si difende appellandosi al valore morale dei servizi
compiuti in più di un secolo, ma nove giurati su dieci a Portland
le hanno dato torto.