DAL MONDO17:21 - 18 aprile 2010

Afghanistan, liberati i tre operatori di Emergency

Sono stati rilasciati i tre operatori dell'ong.

di staff VanityPeople
<p>Afghanistan, liberati i tre operatori di Emergency</p>

Sono stati rilasciati oggi, domenica, i tre operatori dell'ong Emergency, arrestati una settimana fa dalla polizia afghana. A comunicare la liberazione di Marco Garatti, Matteo dell'Aria e Matteo Pagani, è stato il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Il rilascio è dovuto al fatto che i tre «non sono colpevoli».

I tre sono nell'ambasciata italiana a Kabul. Marco Garatti, Matteo Dell'Aria e Matteo Pagani erano stati fermati nell'ospedale di Lashkar-gah, dove operavano, con l'accusa di aver preso parte a un complotto per assassinare il governatore della regione di Helmand.

Gli operatori italiani dell'ong fondata da Gino Strada (nella foto), arriveranno «presto in Italia con un volo speciale», ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha espresso il suo «più vivo compiacimento per la positiva conclusione della vicenda». Mentre un comunicato precisa: «Abbiamo ottenuto quello che era il nostro obiettivo prioritario, e cioè la libertà per i nostri connazionali senza mettere in discussione la nostra posizione di ferma solidarietà con le istituzioni afghane e la coalizione internazionale nella lotta contro il terrorismo in Afghanistan».

«Sappiamo solo che sono liberi e, ovviamente, siamo felici», fa sapere il responsabile della Comunicazione di Emergency, Maso Notarianni. «I nostri rappresentanti stanno andando all'ambasciata italiana a Kabul, sappiamo che i tre sono lì. Speriamo che siano liberi sia fisicamente sia dalle accuse».

Sabato in Piazza San Giovanni a Roma, hanno aderito in 50mila, secondo gli organizzatori, alla manifestazione a favore della liberazione di Garatti, Dell'Aria e Pagani. Tra i partecipanti c'era Paola Ballardin, moglie di Dell'Aria, che oggi parla della liberazione del marito: «Finalmente abbiamo, mia figlia ed io, potuto parlare con Matteo al telefono. (...) Ho tratto un grosso sospiro di sollievo e finalmente in trenta secondi ci siamo detti almeno 300 "ti amo"».


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