DALL'ITALIA14:28 - 19 aprile 2010

Rugby, è l'ora delle donne

Cresce la popolarità dello sport anche tra le ragazze

di Ferdinando Cotugno
<p>Rugby, è l'ora delle donne</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Le donne vanno all'assalto dello sport di contatto per eccellenza, il rugby. Il New York Times lo ha eletto sport femminile del momento negli Stati Uniti, ma anche in Italia il movimento è in grande crescita.

Merito di tanto interesse è anche delle Olimpiadi. Quelli di Londra 2012 saranno gli ultimi giochi senza rugby: a Rio, nel 2016, questo nobile sport tornerà a essere una disciplina a cinque cerchi, sia maschile che femminile, pur se nella variante 7 contro 7 (la più comune è invece 15 contro 15). Non accadeva dal lontano 1924.

Per gli Stati Uniti, si tratta dello sport femminile con maggior tasso di cresciuta negli ultimi anni. Nel 1999 era praticato da 6mila donne, oggi sono più di 20mila. Non sfigurano, di fronte  a queste cifre, le 5mila tesserate della federazione italiana, delle quali l'80% ha meno di 16 anni. Bel segnale, visto che sono gli sport più praticati dagli adolescenti quelli destinati a crescere nel futuro.

Un altro sintomo di buona salute è il risultato ottenuto dalla nazionale rosa italiana all'ultimo Sei Nazioni, torneo analogo a quello maschile che coinvolge paesi di grande tradizione come quelli anglosassoni e la Francia. Le ragazze italiane hanno chiuso con una vittoria e un pareggio, miglior risultato delle quattro edizioni finora disputate. C'è da sorridere, insomma, in vista dei Giochi Olimpici.

Un antico luogo comune vuole che il calcio sia uno sport per gentiluomini giocato da bruti, e che il rugby sia invece uno sport per bruti giocato da gentiluomini. Con la piccola armata femminile, in viaggio verso Rio 2016, toccherà cambiare anche i proverbi.


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