DALL'ITALIA16:06 - 20 aprile 2010

Fini-Berlusconi, ecco i retroscena dello scontro

Giorgio Dell'Arti racconta il dietro le quinte dello scontro

di staff Style.it
<p>Fini-Berlusconi, ecco i retroscena dello scontro</p>

È finita con Fini che dice: «Resto, ma Berlusconi deve accettare il dissenso». Com'era cominciata ce lo spiega Giorgio Dell'Arti nella sua rubrica La Settimana in cinque minuti, che troverete domani sul Vanity Fair in edicola. Ecco un estratto del suo pezzo.

Giovedì 15 aprile, al termine di una colazione combinata dal mediatore Giuliano Ferrara, Fini e Berlusconi si sono trovati ai ferri corti e sul limite della rottura definitiva. A Fini non sta bene che tra il Cavaliere e Bossi si sia stabilito un asse preferenziale forte al punto che il leghista Calderoli ha creduto di poter portare al Quirinale una bozza di riforma dello Stato del tutto ignota a lui, il co-fondatore. All'atto della fusione tra Alleanza Nazionale e Forza Italia, si concordò che, in termini di cariche, la parte Forza Italia avrebbe contato per il 70%, quella An per il 30. È accaduto però che uomini teoricamente di An (come La Russa o Gasparri) si siano talmente spostati verso Berlusconi al punto da non poter più essere considerati finiani. La vittoria della Lega alle Regionali ha fatto il resto, spostando, almeno apparentemente, tutte le simpatie del presidente del Consiglio verso il Senatùr. In effetti, l'esistenza stessa dei «finiani» mostra che la vecchia  An, dentro il Pdl, è ridotta a ben poca cosa: il Cavaliere, mentre marcia tenendosi stretta la sempre più forte Lega, ha inglobato tutto l'inglobabile. Quindi - dice Fini - o mi si restituisce in qualche modo il peso che non posso non avere, facendomi partecipare in modo vincolante alle decisioni del partito, oppure formerò alla Camera e al Senato gruppi separati, chiamandoli «Pdl-Italia».

Allarme rientrato, almeno per il momento.


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RISULTATI
sandra 77 mesi fa

quello che fa fini non è politica lui sta facendo cosi per andarsene. e che se ne va e che non rompa le zucche.

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