DALL'ITALIA14:33 - 23 aprile 2010

In Italia il parto è più sicuro

Lo racconta la rivista medica The Lancet

di staff Style.it
<p>In Italia il parto è più sicuro</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

In Italia si partorisce meglio. Meglio che ovunque, Gran Bretagna compresa. Lo dice Sarah Fraser, inglese che vive in Toscana con marito e figli, e che della sua permanenza nel Belpaese ha fatto un programma televisivo e un libro. In un articolo sul Times Online, "Mamma mia! Perché l'Italia è meglio per le nascite",  racconta come a Pescia abbia ricevuto cure migliori durante il parto che nello Yorkshire.

Ma non c'è da sorprendersi: la rivista medica The Lancet rivela che in Gran Bretagna il tasso di mortalità durante gravidanza e parto è altissima: 8,2 decessi ogni mille neonati, il doppio rispetto alla nostra nazione che, in testa alla classifica, ne registra 3,9.

La Gran Bretagna è invece al 23esimo posto, dietro l'Albania. Subito seconde all'Italia Svezia, Lussemburgo, Australia.

«Ho partorito in Gran Bretagna e ho partorito in Italia e non c'era nessun dubbio in cuor mio su cosa preferivo, anche prima di vedere le statistiche», racconta la Fraser, all'attivo 15 ore di travaglio in Gran Bretagna e quattro ostetriche diverse a occuparsi di lei, prima di portarla di corsa in sala operatoria per un cesareo.

A Pescia, invece, nonostante l'ospedale avesse i muri scrostati, l'assistenza che ha ricevuto, racconta, è stata «eccellente, non sono stata lasciata sola un momento», tanto che è tornata nello stesso istituto per i suoi altri due bambini.

Raccontano però gli esperti che a spiegare la minore mortalità in Italia, rispetto agli altri Paesi, c'è da considerare anche la maggiore durata del congedo di maternità: l'aspettativa nel Belpaese può arrivare a un massimo di 24 mesi, contro i 12 concessi in Gran Bretagna. E anche da mettere in conto che le italiane consumano meno alcool e mangiano meno delle inglesi.

Resta il dato che le italiane aspetterebbero più a lungo prima di fare figli. E che  noi stacchiamo gli altri Paesi anche per tasso di parti cesarei: 33%, contro il 24% Oltremanica.

 

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