DALL'ITALIA14:50 - 26 aprile 2010

Rosarno, arrestati i caporali

Sfruttavano gli immigrati clandestini impiegati nella raccolta delle arance in Calabria

di Tamara Ferrari
<p>Rosarno, arrestati i caporali</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Sfruttavano gli immigrati clandestini impiegati nella raccolta delle arance in Calabria, dopo averli ridotti in schiavitù. Con questa accusa a Rosarno sono state arrestate trenta persone, di cui nove sono finite in carcere e 21 ai domiciliari.

L'inchiesta, chiamata Migrantes, ha preso il via dalla rivolta degli extracomunitari che nella notte tra il 7 e l'8 gennaio misero a ferro e fuoco la cittadina nella Piana di Gioia Tauro, per protestare contro le condizioni disumane nelle quali erano costretti a vivere e per il ferimento di due connazionali a colpi di pistola.

La protesta, sfociata in guerriglia urbana tra rosarnesi e immigrati, provocò in tre giorni di scontri 53 feriti e si concluse con l'allontanamento dalla Piana dei circa 2.500 immigrati che vivevano  accampati in fabbriche e casolari abbandonati. In prima fila durante le proteste c'erano anche molti dei caporali che sono finiti in manette.

In tre mesi di indagini gli investigatori, coordinati dalla Procura di Palmi, hanno accertato che alla base delle proteste e delle violenze c'erano le condizioni di assoluta subordinazione degli immigrati finiti nelle mani di persone che li costringevano a lavorare dalle 12 alle 14 ore al giorno con compensi irrisori (una decina di euro al giorno). Gli extracomunitari che si ribellavano subivano ritorsioni e minacce.

Nel corso dell'operazione sono state sequestrate venti aziende e 200 terreni, per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro e sono state scoperte numerose presunte truffe compiute nei confronti degli enti previdenziali.


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