DAL MONDO09:31 - 29 aprile 2010

Iran, tintarella vietata (anche con la lampada)

A darne notizia il capo della polizia di Teheran

di Simona Verrazzo
<p>Iran, tintarella vietata (anche con la lampada)</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

L'estate si avvicina e la repressione iraniana si abbatte su quello che considera un simbolo dell'Occidente: la tintarella.

A darne notizia è il capo della polizia di Teheran in persona, il generale Hossein Sajedinia, che ha fatto della difesa dei valori religiosi islamici tradizionali una ragione di vita.

«La gente si aspetta da noi un'azione ferma e rapida contro le donne, o gli uomini, che con i loro comportamenti sfidano i nostri valori», ha dichiarato Sajedinia.

«In alcune zone di Teheran nord vediamo donne o ragazze abbronzate al punto da sembrare dei manichini che camminano. Non possiamo più tollerare questa situazione».

Per chi trasgredisce è prevista anche la prigione, scrive il quotidiano britannico Daily Telegraph, ripreso anche dall'americana FoxNews.

Dopo le cravatte, i vestiti e persino le acconciature troppo occidentalizzanti, quindi immorali, la scure degli ayatollah si abbatte sulla tintarella.
Viene da pensare a quella artificiale, cioè la lampada, visto che in Iran le donne devono indossare il chador in spiaggia e quando fanno il bagno al mare.

Il controllo della polizia si concentrerà soprattutto sulla parte settentrionale di Teheran (che conta un agglomerato urbano di 14 milioni di persone), perché è quella abitata dalla borghesia e dagli intellettuali filo-occidentali.

Il generale Sajedinia non è nuovo a crociate del genere. Il 20 marzo ha dispiegato decine di poliziotti per le strade di Teheran: dovevano controllare che non venisse festeggiato il Capodanno persiano, considerato anti-islamico perché si rifà al calendario zoroastriano.

La messa al bando della tintarella è il secondo annuncio che lascia senza parole dopo quello dell'hojjatoleslam ultraconservatore Kazem Sediqi, secondo il quale la causa dei terremoti in Iran (paese tra i più sismici al mondo) è da attribuirsi ai rapporti extra-coniugali e alle donne che vestono in maniera sconsiderata.

Tutti questi proclami sono un segno della nuova stretta del regime sui giovani con l'avvicinarsi del primo anniversario degli scontri in cui fu contestata la rielezione a presidente di Mahmoud Ahmadinejad.

La data più temuta è il 20 giugno, giorno in cui morì Neda, diventata simbolo dell'onda verde che vuole un Iran libero.

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