DAL MONDO09:15 - 08 aprile 2010

L'Asia brucia: dopo la Thailandia golpe in Kirghizistan

Dopo il caos in Thailandia, nuovo golpe

di Matteo Gamba
<p>L'Asia brucia: dopo la Thailandia golpe in Kirghizistan</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Un altro pezzo d'Asia finisce nel caos, dopo lo stato di emergenza proclamato ieri in Thailandia, nel caos è finito il Kirghizistan, un altro regime di cui si contesta l'apparenza di democrazia.
Il Kirghizistan è uno stato ex sovietico dell'Asia centrale. Senza sbocchi sul mare, confina con Cina, Kazakistan, Tagikistan e Uzbekistan. Povero, famoso ai tempi dell'Urss soprattutto per le miniere di uranio e, purtroppo le scorie radioattive sparse per il Paese, oggi ospita a Manas una base aerea Nato da cui partono molte missioni verso l'Afghanistan.
Il governo e il presidente si sono dimessi oggi nella capitale Bishkek, dopo giorni di scontri e di manifestazioni di protesta contro la corruzione, l'impennata dei prezzi della benzina e soprattutto un Capo dello Stato, Bakiev, che era stato eletto nel 2005 con il 76% dei voti in elezioni giudicate non democratiche da Ue e Ocse e che è già fuggito all'estero. Un governo provvisorio, guidato dall'ex ministro degli Esteri Roza Otunbaieva sta trattando con l'opposizione. Prudenza sugli eventi dagli Stati Uniti, mentre Mosca smentisce, a prescindere: "Noi non c'entriamo con questa storia".


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