DAI PALAZZI11:12 - 04 maggio 2010

Licenziato dal capo, lo perseguita: condanna per stalking

Perseguitato e minacciato da chi aveva messo in cassa integrazione

di Greta Privitera
<p>Licenziato dal capo, lo perseguita: condanna per stalking</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Perseguitato e minacciato dall'uomo che aveva messo in cassa integrazione. È quello che è successo a un dirigente di un'azienda farmaceutica con sede a Milano.

Il lavoratore, come racconta il Corriere della Sera, non ha accettato di essere lasciato a casa e ha iniziato a perseguitare un principale, ragioniere, in quanto rappresentate della società nelle cause in Tribunale, che aveva identificato come il maggior responsabile delle scelte dell'azienda, e dunque delle proprie sventure.

Email, telefonate, minacce di morte a non finire hanno costretto l'azienda a ingaggiare guardie giurate all'ingresso, ma senza risultato. La società è passata dallacassa integrazione al licenziamento. Le minacce sono aumentate.Dalle telefonate ricattatorie in ufficio si è passati a quelle a casa che hanno obbligato il dirigente e la sua famiglia a barricarsi nell'appartamento e guardarsi alle spalle per  strada.

A questo punto il caso è passato in mano al giudice Nicola Clivio, che ha ordinato al licenziato di non avvicinarsi all'ufficio e alla casa del manager, nonché ai loro luoghi del tempo libero. Se lo farà scatta «la custodia in carcere».

Per la prima volta in Italia un'ordinanza di «divieto di avvicinamento» viene così adottata per un caso di stalking non tra persone in passato legate sentimentalmente, ma per una vicenda legata al lavoro.

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