DAL MONDO12:28 - 04 maggio 2010

350 mila donne muoiono di parto ogni anno nel mondo

Save the children , un’organizzazione non governativa internazionale, ha diffuso un rapporto sullo stato delle madri nel mondo.

di Greta Privitera
<p>350 mila donne muoiono di parto ogni anno nel mondo</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Il 9 maggio si festeggi la Festa della mamma, l'ong Save the children la ricorda con un «rapporto sullo stato delle madri nel mondo». Nella classifica , su 160 Paesi, l'Italia è al 17° posto come miglior luogo dove far crescere un figlio.

Ecco la top ten: Norvegia, Australia, Islanda, Svezia, Danimarca, Nuova Zelanda, Finlandia, Paesi Bassi, Belgio, Germania. In fondo alla classifica si trovano invece Afghanistan, Niger, Chad, Guinea Bissau, Yemen, Repubblica Democratica del Congo, Mali, Sudan, Eritrea, Guinea Equatoriale. Cinquanta milioni di donne nel mondo partoriscono senza assistenza e quasi 350 mila perdono la vita durante il parto. L'Afghanistan è il Paese dove le madri e i bambini stanno peggio, la Norvegia quello in cui stanno meglio.

Il rapporto ricorda che ogni anno 8,8 milioni di bambini muoiono prima di compiere 5 anni e il 41% non sopravvive al primo mese. Si stima che circa 250 mila donne e 5,5 milioni di bambini che oggi muoiono potrebbero salvarsi grazie a poche misure semplici e a basso costo come l'assistenza specializzata al momento del parto, vaccini e trattamenti per la diarrea e la malaria.

«I Paesi che hanno fatto ricorso a queste rimedi hanno visto ridurre drasticamente i tassi di mortalità materna e infantile», spiega Francesco Aureli, Resposabile Policy e Advocacy per l'Italia di Save the Children.

Nel nostro Paese «va tutto relativamente bene al momento della nascita», sostiene l'organizzazione, «ma poi iniziano i problemi». Oltre 1,6 milioni di mamme italiane però sono povere. Di queste, un milione ha un figlio piccolo e vive in precarie condizioni di vita tanto da avere serie difficoltà nell'arrivare a fine mese.

La situazione più grave è vissuta dalle madri sole con almeno un figlio minore: il 44% arriva a fine mese «con molte difficoltà», il 31% è in arretrato con le bollette, il 25% non ha i soldi per le spese mediche, il 21% per le spese scolastiche. «Tanto più in questo periodo di grave crisi economica, il sostegno alle madri diventa cruciale e urgente se vogliamo contrastare la povertà», commenta Valerio Neri, Direttore Generale per l'Italia di Save the Children, « È necessario procedere su un doppio binario combinando misure che agevolano l'accesso al lavoro e ai servizi, come per esempio gli asili nido che sono tutt'ora insufficienti, con il sostegno al reddito».

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