DALL'ITALIA12:54 - 05 maggio 2010

Facebook, boom di contatti per dire che cosa si odia

L’ultimo fenomeno del web è un blog che si chiama Vi Odio, opera di Gabriele Coletti, uno studente di 24 anni dello IUAV di Venezia, che ha trasformato il suo sito in un luogo dove ci si può sfogare e raccontare delle frustrazioni che si accumulano nel corso della giornata.

di Greta Privitera
<p>Facebook, boom di contatti per dire che cosa si odia</p>

L'ultimo fenomeno del web è un blog che si chiama Vi Odio, opera di Gabriele Coletti, uno studente di 24 anni dello IUAV di Venezia, che ha trasformato il suo sito in un luogo dove ci si può sfogare e raccontare delle frustrazioni che si accumulano nel corso della giornata. Gabriele, nel sito, raccoglie tutto ciò che rende insopportabile l'esistenza dei suoi utenti.

L'idea è nata da una sua giornata storta: «Lo scorso gennaio dovevo andare da Treviso a Verona per dare tre esami all'università. C'è stata una nevicata pazzesca e i treni si sono bloccati. Ho impiegato sette ore per un viaggio che di solito dura due ore e mezza», ricorda Gabriele. Tornato a casa si è messo davanti al computer e ha creato un blog dove sfogare la rabbia. Il primo post è «Trenitalia ti odio».
Adesso le dichiarazioni d'odio hanno superato quota cento e i bersagli sono i più disparati: dai possessori di suv che non rispettano la precedenza, al sonno che passa non appena ci si stende sul letto, a Barbara D'Urso, la pressione bassa, la carta igienica finita, la penna che esplode all'improvviso nella borsa, l'ora solare, Marzullo, il dentista, Ligabue, la polvere sulla scrivania. 

E non poteva mancare  la pagina su Facebook dedicata al blog, che in meno di una settimana conta già quasi 70 mila iscritti. «La violenza non c'entra e io non sono schierato politicamente. La maggior parte dei post riguardano episodi della vita di tutti i giorni, anche banali. È semplicemente un modo per sfogarsi, una specie di catarsi», precisa Gabriele che ha già ricevuto alcune proposte da parte di alcuni nomi importanti del web interessati alla sua creatura. «Ma ci vado cauto. Non vorrei tradire la fiducia e le aspettative di chi mi segue dall'inizio e ha fatto il successo del blog».

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