DAL MONDO10:04 - 10 maggio 2010

Cina: condannato a 20 anni per omicidio, ma la vittima ricompare

L'hanno condannato alla prigione per un omicidio non commesso

di Greta Privitera
<p>Cina: condannato a 20 anni per omicidio, ma la vittima
ricompare</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Nel 1998 Zhao Zhenxiang scompare. Siamo in Cina, in un piccolo villaggio della provincia dello Henan. Un anno dopo un corpo decapitato viene ritrovato in un pozzo e i familiari di Zhenxiang sostengono che si tratti proprio del loro parente scomparso.

Come autore dell'omicidio viene indicato Zhao Zuohai, residente nello stesso villaggio, che aveva avuto un litigio con Zhenxiang poco prima della sua scomparsa. Zuohai si dichiara innocente, ma le autorità lo torturano e lui, stremato, alla fine confessa il crimine. L'uomo viene condannato a morte con pena sospesa. Successivamente, per buona condotta, la sua sentenza è commutata in 20 anni di carcere. Pochi giorni fa, però, Zhao Zhenxiang è tornato al villaggio: non era morto, ma se ne era andato per avviare una piccola attività commerciale nella contea di Taikang. È tornato a casa, è parzialmente paralizzato non si è mai sposato e non ha un posto dove stare.

Ora Zuohai, che ha ingiustamente scontato più di 10 anni di carcere, è stato rilasciato e dovrebbe aver diritto ad un cospicuo risarcimento.

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