DALL'ITALIA17:50 - 13 maggio 2010

Gugliotta: «Io urlavo e loro mi menavano»

Stefano Gugliotta ricorda quanto avvenuto la sera del 5 maggio

di Greta Privitera
<p>Gugliotta: «Io urlavo e loro mi menavano»</p>

«Io urlavo le mie ragioni, ma loro mi menavano, mi colpivano: saranno stati sette o otto, sono pieno di lividi». Cosi Stefano Gugliotta ricorda quanto avvenuto la sera del 5 maggio quando è stato arrestato, a Roma, nel dopo partita di Inter-Roma. È visibilmente scosso Gugliotta, scarcerato ieri sera ma ancora indagato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Oggi Gugliotta ha ricostruito, in una conferenza stampa, quanto accaduto quella notte.

«Ero a bordo del mio motorino», ha detto, «quando si è avvicinato un agente intimandomi l'alt, io mi sono fermato e lui mi ha colpito con un pugno alla bocca». Gugliotta ha continuato dicendo: «Non ho reagito, ho solo cercato di tenere le distanze. Non mi sono dimenato, ho solo detto che non c'entravo nulla. Non ho neanche cercato di scappare dalla camionetta. Avevo una macchina delle forze dell'ordine davanti e una dietro, io avrei voluto solo spiegare le mie ragioni. Mi si sono avvicinati forse perché non portavo il casco. Con i tafferugli della partita non c'entro nulla». Ha aggiunto: «Dimenticare è difficile ma proverò a tornare alla vita di tutti i giorni, lasciandomi alle spalle quanto successo. Il carcere è un'esperienza tremenda, non sei nessuno. Ieri ho iniziato uno sciopero della fame perché non ce la facevo più». Il giovane ha ringraziato tutte le persone che gli sono state vicine e in particolare Alfredo: «Un angelo», dice lui. Alfredo è la persona che ha girato il video nel quale si vedono le fasi dell'arresto e il pugno sferrato da un agente.

Intanto, pare che un alto funzionario della polizia abbia chiamato nei giorni scorsi la madre di Stefano Gugliotta e abbia chiesto scusa del comportamento avuto dall'agente anche a nome del questore di Roma.


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