DAL MONDO18:52 - 16 maggio 2010

Stefanenko: «L'urlo della mia Inter arriva fino a Mosca»

Natasha festeggia in Russia lo scudetto nerazzurro

di Natasha Stefanenko
<p>Stefanenko: «L'urlo della mia Inter arriva fino a Mosca»</p>
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Prima di tutto complimenti alla Roma. Ha lottato fino all'ultimo minuto dell'ultima giornata. Ci ha creduto. E ci è andata così vicino da meritare un applauso di sportività. Ma non lo scudetto: quello 2009/2010 è dell'Inter. Che lo ha meritato più di tutti.

Ho appeso la mia sciarpa nerazzurra sul balcone di casa a Mosca. Mio marito Luca, nerazzurro come me, mi ha chiamato dall'Italia. È in estasi. Il telefono ha suonato mentre io stavo guardando la partita con due ore di ritardo per il fuso orario. Parlavo con lui e vedevo Milito segnare. Doppio sogno.

In questi moneti mi viene da dire grazie a José Mourinho, che così ci ha già regalato due «tituli», e il biglietto per la finale di Champions League, il 22 maggio, a Madrid contro il Bayern di Monaco. È bello vedere l'allenatore stratega di questa squadra piangere con i suoi tifosi sul campo del Siena (solo 0-1 il risultato finale).

Grazie soprattutto a Diego Milito, che ha firmato con due gol i due tituli, prima la Coppa Italia poi questa partita-scudetto. Che sono pazza di lui l'ho scritto su Facebook in tempi non sospetti. E con mia sorpresa non ho ricevuto critiche dagli altri tifosi. Sì, perché Diego Milito è un campione vero, di quelli di una volta, di quelli che tengono il profilo basso e fanno il loro lavoro con dedizione per la squadra. Tanti degli 82 punti conquistati quest'anno sono frutto dei suoi 22 gol.

Scusate, vi sembrerò esagerata, ma la mia Inter è troppo forte. La tifo dal 1998. E non erano begli anni. Colpa di quelli di Zelig con cui lavoravo a Scatafascio su Italia Uno. Colpa della simpatia travolgente del presidente Massimo Moratti che ci veniva  trovare in studio.

Faccio fatica a contenere la gioia per il quinto scudetto consecutivo. Ma credo che questo successo abbia un sapore diverso, è lo scudetto della maturità, il 18° della storia dell'Inter. Sì, la pazza Inter che noi tifosi abbiamo imparato a portare nel cuore, a perdonare, a seguire con passione, non c'è più. C'è un'altra squadra, la nuova Inter ha 18 scudetti ed è più grande, è maggiorenne. Si può permettere di tutto. Anche una tripletta di tituli unica nella storia del calcio italiano, per coronare una stagione straordinaria.


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