DAL MONDO09:42 - 19 maggio 2010

Bangkok, ucciso il fotografo Fabio Polenghi

E' morto negli scontri di piazza

di Matteo Gamba
<p>Bangkok, ucciso il fotografo Fabio Polenghi</p>

Un fotografo italiano è stato ucciso in Thailandia nel corso dell'offensiva dell'esercito che ha portato alla resa dei leader dei manifestanti antigovernativi, le cosiddette «camicie rosse». Il fotoreporter italiano si chiama Fabio Polenghi, 45 anni. Freelance, aveva lavorato spesso per Vanity Fair. A dare la notizia è stata un'amica che l'ha riconosciuto nelle immagini trasmesse dalla Tv.

Il giornalista è stato ferito allo stomaco ed è arrivato morto all'ospedale. Nell'operazione militare sono morte in tutto sei persone e 58 sono i feriti. Già due giorni fa negli scontri di piazza era rimasto ferito un fotoreporter del nostro Paese.

«Un italiano è stato portato morto all'ospedale», aveva raccontato all'agenzia France Presse, la prima a dare la notizia, il direttore dell'ospedale della polizia, Jongjet Aoajenpong. «È un giornalista ed è stato colpito allo stomaco». Un altro giornalista, olandese, è stato ferito e ricoverato.

Gli scontri tra opposizione e governo insanguinano la capitale del sud-est asiatico da giorni: nel weekend si sono raggiunti i momenti più duri, con i 24 morti di domenica, dopo i 7 di venerdì.

Come in un terribile presagio, due giorni fa Fabio Polenghi ci aveva scritto in redazione: «Il peggio sta per succedere, e se non stanotte, è questa settimana».

Viveva a Milano, si trovava in Thailandia da tre mesi e da un anno era fidanzato con una ragazza di Taiwan che vive in Cina. È stato colpito e ucciso, nonostante portasse un casco e un giubbotto antiproiettile, nella zona di Saladeng (a circa un chilometro dal punto dove dal 3 aprile si sono concentrati i manifestanti). Qui l'esercito ha sfondato le barricate. Le camicie rosse avevano tentato una resistenza: la sparatoria fatale per Polenghi.

I militari sono avanzati con i blindati mettendo in fuga la maggior parte degli antigovernativi. Alla fine, il blitz delle forze armate ha avuto successo e i leader delle camicie rosse hanno annunciato la resa e sono stati poi arrestati. A quel punto è iniziato lo sgombero pacifico del resto dei manifestanti. Fino a domani rimarrà in vigore a Bangkok il coprifuoco e le giornate di giovedì e venerdì sono state dichiarate «festive».

La resa dei leader non ha fermato comunque la protesta. Gruppi di camicie rosse hanno attaccato e incendiato grandi magazzini, banche, cinema, sedi di giornali e tv e la Borsa. Continuano anche i disordini nel nord-est del Paese.

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RISULTATI
gogarty 76 mesi fa

un tributo: http://www.youtube.com/watch?v=PSh7444zG4Q

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