DALL'ITALIA15:54 - 20 maggio 2010

Padova, mamme prostitute a causa della crisi

Non trovano lavoro e si danno al marciapiede

di Sara Tieni
<p>Padova, mamme prostitute a causa della crisi</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Scendere in strada, prostituirsi per riuscire a mantenere la  famiglia, per sopravvivere alla crisi economica. E' la scelta estrema di alcune donne italiane, tra i trenta e i  quarant'anni,  che a Limeno, nel padovano, ogni sera, accanto a donne di colore e ragazze dell'Est, vendono il proprio corpo per necessità. Il fenomeno è in crescita: ogni giorno sui marciapiedi di questa zona industriale di Padova si contano fino a quattro, cinque facce nuove.

Un allarme circoscritto, per ora, alla città del Santo, però dai  profili inquietanti. In molte hanno perso il lavoro, alcune hanno problemi di invalidità che non le fa assumere da nessuno. C'è chi dice di voler assicurare un futuro migliore alla figlia «che è brava a scuola» come hanno dichiarato al Mattino di Padova una delle intervistate. Il fenomeno in parte non si nota perché in molte, finora, hanno lavorato in casa. Ma il pressing della crisi, sempre più forte, le ha portate ora, a sfidare i pericoli di una notte in strada. A costo di scontrarsi col racket o semplicemente  con la vergogna, di essere riconosciute da un compaesano.

Comun denominatore delle lucciole «local»: si spostano con la propria macchina, sono vestite bene, non hanno un protettore.  C'è chi dice alla famiglia che va a fare la barista e chi invece, si  fa accompagnare dal marito, a sua volta disoccupato. I clienti sono giovani, tra i 20 e i 40. «Da ciò che si rileva negli ultimi tempi», ha commentato l'assessore alla sicurezza di Padova Jody Barichello, «il fenomeno delle nigeriane sembra essere scomparso, forse perché sostituito dalle italiane». Intanto si intensificano i controlli  serali e vengono installate videocamere nelle zone «calde» della zona  industriale patavina più «frequentata». Ma c'è chi non si fa fermane nemmeno da questo.

 

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