DALL'ITALIA15:16 - 21 maggio 2010

Addio a Fabris, padre di Demoskopea

Il ricordo di Adriano Aletti - Managing Director di Saatchi & Saatchi

di Marina Cappa
<p>Addio a Fabris, padre di Demoskopea</p>

È morto ieri, a 72 anni, il sociologo Giampaolo Fabris. Dopo aver iniziato a lavorare per la Doxa, nel 1965 aveva fondato Demoskopea, che sarebbe diventata uno dei più importanti istituti di ricerca su comportamenti e consumi. Se il grande pubblico non conosceva Fabris, Fabris conosceva - e studiava attentamente - proprio questo pubblico, in modo da individuare in anticipo tendenze di pensiero e - di conseguenza - di acquisto. È per questa ragione che a lui, l'uomo che ha inventato l'«immaginario collettivo» e ne ha fatto infiniti brand, ricorrevano le agenzie di pubblicità: per capire che cosa il pubblico, diventato consumatore, poteva desiderare.

Adriano Aletti - Managing Director di Saatchi & Saatchi X lo ricorda così:
«Ho lavorato quattro anni con Giampaolo Fabris diversi anni fa. Nella sua società ho imparato a scrivere e presentare. Nel corso della sua vita Fabris ha sempre letto con grande anticipo e incredibile lucidità concetti diventati poi di dominio pubblico e coniato neologismi che sarebbero entrati nel linguaggio corrente. Ha usato Cipputi, un personaggio di Altan, per descrivere un segmento della popolazione, ha parlato di localismo prima della nascita della Lega, ha descritto la femminilizzazione dell'uomo prima che nascessero le riviste dedicate agli addominali degli uomini, ha dipinto la società affluente degli anni Ottanta meglio di chiunque altro.
Interpretava con grande acume le dinamiche di consumo e le raccontava in modo sempre interessante e anticonvenzionale. Aveva il piacere di insegnare a chi gli stava vicino e testimoniava ogni giorno un grande amore per la vita oltre che per il sapere. Ciao Giampaolo».

LEGGI LE ALTRE NEWS


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).