DALL'ITALIA15:03 - 24 maggio 2010

Facebook, il fondatore: sulla privacy abbiamo sbagliato

Mark Zuckerberg ha ammesso che c’è qualcosa che non funziona nel social network

di Ferdinando Cotugno
<p>Facebook, il fondatore: sulla privacy abbiamo sbagliato</p>
PHOTO GETTY IMAGES

«Abbiamo commesso una marea di errori, ma rimedieremo». L'amministratore e fondatore di Facebook Mark Zuckerberg ha ammesso che c'è qualcosa che non sta funzionando, nel rapporto tra il social network e la privacy degli utenti. I suoi utenti avranno anche superato i 400 milioni, più della popolazione degli Stati Uniti, ma secondo un sondaggio di Sophos, più della metà sarebbe pronta a lasciare. Ecco che è partita la controffensiva mediatica. Zuckerberg, che il 14 maggio ha compiuto 26 anni, ha scritto un articolo sul Washington Post, indicando le prospettive per il futuro della sua creatura.

«Le cose si sono mosse troppo in fretta ma abbiamo imparato la lezione», ha spiegato, affrontando il principale punto debole di Facebook: il controllo degli utenti sulla propria privacy. «Avevamo deciso di offrire un controllo articolato sulle impostazioni, ma le persone vogliono comandi semplici. Abbiamo mancato il punto».

Quindi l'annuncio: i controlli sulla privacy cambieranno ancora, nelle prossime settimane. Ma probabilmente diventeranno più semplici e comprensibili. Questo il contenuto dell'articolo apparso sul quotidiano di Washington. Ma Zuckerberg ha fatto ammissioni più dirette in una mail di risposta a un blogger, Robert Scoble, in uno scambio privato al quale ha poi dato il permesso di pubblicazione. «Quel mucchio di errori sono stati in buona fede» si è sfogato, "Ma
questa volta non sbagliamo più. Riusciremo a rendere il nostro servizio un posto migliore per tutti». Anche perché il Web è un posto molto rapido nel togliere il successo accordato. Chiedere a MySpace, ormai uscito dai 100 siti più visitati di Internet.

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