DALL'ITALIA13:22 - 26 maggio 2010

Giovani, sono loro i più colpiti dalla crisi

Il Rapporto annuale dell'Istat fotografa l'Italia dei ragazzi senza lavoro

di Lavinia Farnese
<p>Giovani, sono loro i più colpiti dalla crisi</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

L'Italia non cresce, e sono i ragazzi i più colpiti dalla crisi che ha piegato le nostre economie. Racconta il Rapporto annuale dell'Istat che oggi, nel nostro Paese, vive il più alto numero di giovani che non lavorano e neanche studiano: sono oltre due milioni e hanno meno di 30 anni. Sono per lo più maschi e sono aumentati soprattutto del nord (+ 85% in due anni), anche se oltre un milione si trova nel Mezzogiorno. Deambulano in uno stato di Neet (Non in education, employment or training): hanno perso cioè il lavoro (se mai l'hanno avuto) e, incastrati nella loro inattività, hanno difficoltà a rientrare in quel mondo.

Una situazione di stasi preoccupante, visto che il 2009, causa crisi che è stata «la più profonda della storia economica recente», si è chiuso con un bilancio di 126 mila ragazzi inattivi in più rispetto al 2008.

I bamboccioni "forzati", quelli cioè che rimangono in famiglia oltre i 30 anni per problemi economici e per impotenza a prescindere dal titolo di studio, sono quasi triplicati dal 1983 (dall'11,8% al 28,9% del 2009). Vale a dire 7 milioni. In un momento in cui una famiglia su due non può permettersi una settimana di ferie lontano da casa.


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