DAI PALAZZI08:20 - 26 maggio 2010

La manovra (da 24 miliardi) più dura di Berlusconi, spiegata in cinque minuti

Spiegata (in cinque minuti) da Giorgio Dell'Arti

di Giorgio Dell'Arti
<p>La manovra (da 24 miliardi) più dura di Berlusconi, spiegata in
cinque minuti</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

24 MILIARDI IN 2 ANNI
Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto legge (un centinaio di pagine, 22 articoli in tutto) sulla manovra finanziaria 2011-2013. La misura, che entrerà in vigore immediatamente, prevede tagli per 24 miliardi di euro, 12 nel 2011, altrettanti nel 2012. Entro 60 giorni il decreto dovrà essere convertito in legge. L'iter parlamentare comincerà al Senato probabilmente la prossima settimana.

DOVE COLPISCE
Le aree d'intervento della manovra sono: pubblica amministrazione, politica, pensioni e lotta all'evasione fiscale.

TAGLI AI DIPENDENTI PUBBLICI
Fino al 2013 gli stipendi dei dipendenti pubblici rimarranno ai livelli del 2009, le retribuzioni dei manager che guadagnano da 90 a 130 mila euro scenderanno del 5%, per importi superiori il ribasso sarà del 10%. Nell'anno scolastico 2010-2011 gli organici degli insegnanti di sostegno rimarranno gli stessi di quest'anno. Nella pubblica amministrazione i contratti a tempo determinato e co.co.pro. saranno dimezzati. Per i ministeri spese ridotte del 10%.

PENSIONI DI INVALITA'
La percentuale che consente di ricevere la pensione d'invalidità salirà, per le domande presentate dal primo gennaio 2011, dal 74 all'85%. L'Inps intensificherà i controlli: dai 100 mila di quest'anno si passerà a 200 mila per il prossimo biennio. Previsto per il 2011 anche un concorso delle Regioni alle spese per l'invalidità civile con un accantonamento dei trasferimenti.

VIA LE PICCOLE PROVINCE
Salvo ripensamenti, dal momento che il provvedimento di ieri è stato approvato «con riserva», le amministrazioni provinciali con meno di 220 mila abitanti saranno soppresse e le loro funzioni verranno assegnate a un ente confinante. La misura entrerà in vigore con la prossima legislatura provinciale. Due le eccezioni: le Province delle Regioni a statuto speciale (salve le nuove istituzioni sarde, oltre ad Aosta ed Enna) e quelle che confinano con l'estero (Verbania, Vercelli, Belluno, Sondrio). Anche se non è ancora chiaro al momento quale sarà la statistica demografica di riferimento, vanno verso l'abolizione: Isernia (la meno popolata, con solo 89 mila abitanti), Rieti, Fermo, Vibo Valentia, Crotone, Biella, Massa-Carrara, Lodi, Ascoli Piceno, Matera, Asti, Grosseto, La Spezia, Terni (il caso limite, con le statistiche ufficiali che le assegnano 219.876 abitanti).

ALTRI ENTI SOPPRESSI
L'Isae, Istituto di studi e analisi economica (le sue funzioni andranno al ministero dell'Economia) e l'Ice, Istituto per il commercio estero (in parte trasferito allo Sviluppo economico, in parte al ministero degli Esteri) saranno soppressi. Via anche l'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, le cui funzioni andranno al ministero del Lavoro.

TAGLI AGLI ENTI LOCALI
Alle Regioni e agli Enti locali la manovra impone il risparmio di due miliardi di euro nel 2011 e di tre miliardi e 800 milioni nei due anni successivi. A questo si aggiungono misure più generali: blocco delle consulenze e dei nuovi contratti pubblici, taglio degli stipendi per i dirigenti medici ecc. Solo quest'ultima misura porterà un risparmio di 400 milioni di euro.

AIUTI ALLE IMPRESE
Le Regioni potranno introdurre un tributo proprio per sostituire l'Irap, l'imposta regionale che grava sulle attività produttive. Le start-up, ovvero le imprese nate dopo il varo del decreto legge, potrebbero, anche se per un breve periodo di tempo, essere esentate dalle imposte come prevedono le vigenti regole europee. Le Regioni del Sud potranno rimodulare agevolazioni, detrazioni e deduzioni a vantaggio delle attività produttive.

CAMBIA LA PROTEZIONE CIVILE
Qualora sia necessario proclamare lo stato d'emergenza, la Protezione civile dovrà ottenere il via libera dal ministero del Tesoro. Il successivo stanziamento dovrà essere proclamato d'accordo con il ministero dell'Economa. Gli stati d'emergenza comprenderanno solo le grandi calamità naturali. Scompare l'estensione ai grandi eventi.

LE PENSIONI
Dipendenti e autonomi andranno in pensione più tardi. La manovra sostituisce le due finestre d'uscita per l'anzianità e le quattro per la vecchiaia con un'unica finestra mobile. Chi matura i diritti per andare in pensione nel 2011 andrà in pensione nel 2012 a, un anno esatto dalla maturazione dei diritti (i dipendenti) e a 18 mesi (gli autonomi). L'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile delle lavoratrici del Pubblico impiego andrà a regime in anticipo: a gennaio del 2016 anziché nel 2018.

MENO SOLDI AI POLITICI

Dal 1° gennaio 2011 lo stipendio complessivo di ministri e sottosegretari sarà ridotto del 10 per cento. Camera, Senato, Quirinale e Corte Costituzionale, in qualità di organi costituzionali, ridurranno le indennità con proprie delibere. I risparmi andranno al fondo per la cassa integrazione. Dimezzato anche il contributo di un euro a cittadino iscritto nelle liste elettorali per le elezioni alla Camera.

LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE
Scende a cinquemila euro dagli attuali 12.500 il tetto alla tracciabilità del contante. Questo vuol dire che, sopra questa soglia, per pagare professionisti o prestazioni si dovranno usare assegni o moneta elettronica (cioè bancomat o carta). Tra le misure anti evasione ci sarà anche la fattura elettronica: sopra i tremila euro d'importo la fattura dovrà essere trasmessa per via elettronica anche agli archivi del Fisco.

PREMI AI CONTROLLI

I Comuni che contribuiranno a scovare gli evasori riceveranno un premio, il 33% dei tributi statali incassati in più. Il taglio per le amministrazioni pubbliche riguarderà i costi delle auto di servizio, consulenze e spese di rappresentanza, più che dimezzate. Possibile l'introduzione di pedaggi per raccordi con tratti autostradali.

ROMA
Roma avrà un contributo di 200 milioni di euro l'anno per l'abbattimento del suo maxi-debito, ma il governo chiede che anche la Capitale faccia la sua parte per il risanamento del bilancio, attraverso tagli o nuove tasse. Autorizza così il Comune, fra l'altro, a istituire una tassa di soggiorno per i turisti da 2 a 10 euro a notte (a seconda delle stelle dell'hotel) e un'addizionale di 1 euro sulle tasse aeroportuali degli scali romani.

LE «CASE FANTASMA»
Il punto più nuovo della manovra riguarda le case fantasma. Grazie alla «razionalizzazione catastale» potranno essere messi in regola eventuali cambiamenti non dichiarati: i due milioni di case fotografate dagli aerei e mai denunciate o i lavori edilizi fatti di nascosto potranno essere messi in regola se i possessori presenteranno una dichiarazione di accatastamento che avrà effetto a partire dal gennaio 2009. In questo caso si dovranno pagare le imposte sugli ultimi due anni e le sanzioni saranno ridotte a un terzo. La sanatoria sarà possibile anche su interventi edilizi che abbiano determinato una variazione della cubatura. Dal gennaio 2011 scattano i controlli di Comuni e Agenzia del Territorio e le contestazioni comportano l'applicazione di una rendita presunta e la richiesta retroattiva dei tributi.

LA MANOVRA PIU' DURA DELL'ERA BERLUSCONI
Il decreto legge appena varato è la manovra più dura fra quelle adottate da un governo Berlusconi. La misura del 2008 per il triennio 2009 - 2011 valeva 36,3 miliardi. La legge finanziaria varata nel 2007 dal governo Prodi era di 16,3 miliardi, ma riguardava solo l'anno successivo.


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