DAL MONDO18:10 - 30 maggio 2010

Khan, leader dell'opposizione in Pakistan: «Per fermare gli attentati bisogna fermare la guerra in Afghanistan»

Intervista a Imran Khan

di Imma Vitelli
<p>Khan, leader dell'opposizione in Pakistan: «Per fermare gli
attentati bisogna fermare la guerra in Afghanistan»</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Non è ottimista, Imran Khan. L'ex campione di cricket, ex playboy, ex marito di un'amica di lady Diana, da qualche anno leader del partito d'opposizione Movimento per la Giustizia, vede ancora sangue nel futuro del suo Paese, il Pakistan.

«Sono andato all'ospedale, a Lahore, a visitare i feriti degli attentati delle due moschee», dice, riferendosi agli attacchi di venerdì scorso alla comunità della setta degli Ahmadi, in cui sono morte quasi cento persone. «Purtroppo non saranno gli ultimi. Mandando l'esercito nelle zone tribali abbiamo fatto un regalo enorme ai nostri nemici: li abbiamo unificati».
Khan si riferisce alla decisione dei generali di Islamabad di dichiarare guerra ai Talebani pakistani.
«Quando bombardi la tua popolazione, ciò che accade è che i militanti fuggono e i civili restano sul terreno. E' stata creata una mostruosa spirale d'odio. Ed è tutta colpa della sciagurata scelta del Pakistan di combattere la guerra americana. Fino al 2004, prima che l'esercito andasse nelle zone tribali, non c'era stato neanche un attentato suicida in Pakistan. Oggi abbiamo 140.000 soldati al confine con l'Afghanistan a combattere una guerra non nostra. Non ha senso».

Che cosa avrebbe senso?
«Ritirare le truppe immediatamente. L'America, e la Nato, hanno perso in Afghanistan, ormai è chiaro. In Afghanistan si sta combattendo una guerra d'indipendenza. Non sono solo i Talebani, è l'intera etnia pashtun, il 60% della popolazione, a combattere contro gli invasori. Soltanto se gli americani lasceranno il Pakistan e l'Afghanistan in pace sarà possibile dividere e dunque isolare, e dunque combattere gli estremisti. Oggi sono tutti assieme. Hanno diverse motivazioni, quelli che hanno bombardato le moschee di Lahore sono accecati dall'odio settario, ma in comune hanno tutti l'odio nei confronti degli Stati Uniti, e del nostro esercito che combatte in sua vece».

Difficile che l'America si ritiri da ciò che la Cia ha definito la nuova centrale del terrorismo mondiale.
«Prevedo foschi scenari. Il 2009 è stato l'anno più esplosivo nella storia del Pakistan. Abbiamo avuto più di 500 attentati. Quest'anno sta succedendo la stessa cosa. Einstein descrisse la pazzia come la ripetizione ossessiva dello stesso errore con l'intenzione di ottenere ogni volta un diverso risultato. Così, stiamo».

L'ATTENTATO E GLI OTTANTO MORTI DI VENERDì

UN FILM CHE ASPETTAVA SOLO DI ESSERE GIRATO di Imma Vitelli


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