DAL MONDO16:09 - 31 maggio 2010

Pedalare in città? Polmoni cinque volte a rischio

Per loro danni ai cardiorespiratori più gravi per automobilisti e pedoni

di Sara Tieni
<p>Pedalare in città? Polmoni cinque volte a rischio</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Pedalare in città? Dannosissimo per la salute. Meglio andare in macchina o a piedi. Una ricerca, appena pubblicata sulla rivista Atmospheric Environment ha dimostrato che i ciclisti inalano nanoparticelle in quantità cinque volte superiore a pedoni e automobilisti. È la prima volta che si hanno dati certi, in questo senso.

I risultati sono stati ottenuti grazie a un esperimento condotto da un ricercatore, Luc Panis, dell'Università di Hasselt, in Belgio, e dalla sua équipe. Per alcuni mesi gli studiosi hanno pedalato per Bruxelles muniti di una mascherina collegata a un dispositivo in grado di contare le nanoparticelle inalate.

I dati raccolti dimostrano che le nanoparticelle (o «polveri sottili») presenti nelle aree urbane a maggior tasso di traffico, e che misurano appena pochi milionesimi di millimetro, possono essere anche centinaia di migliaia in un centimetro d'aria, con  serie conseguenze, in particolari di chi circola in bicicletta e, una volta inalate, sarebbero causa di malattie cardiovascolari.

«È la prima volta che riesce l'esperimento di contare, in maniera precisa, le nanoparticelle», spiega Panis, «In una città come Bruxelles si possono arrivare a respirare 5,58 milioni al metro cubo contro i 1,1 milioni di Mol, una piccola città belga». È stato inoltre dimostrato che il numero di particelle inalate scende a un quinto per automobilisti o per chi si muove a piedi. La questione chiave è però l'impatto sulla salute: le conseguenze sono ancora incerte poiché passa molto tempo tra l'esposizione a sostanze inquinanti e lo sviluppo di una malattia collegata.

Basti pensare che ci sono voluti decenni per certificare il collegamento tra cancro ai polmoni e fumo.

Uno studio realizzato a Londra però, di prossima pubblicazione sulla rivista Epidemiology, sta per dimostrare il diretto collegamento tra inalazione di nanoparticelle e un rischio maggiore di sviluppare una malattia cardiaca. Altri studi hanno dimostrato che le stesse  
particelle possano avere effetti, meno gravi a breve termine, come per esempio, provocare attacchi d'asma.

Una ricerca del 2007, pubblicata sul New England Journal of Medicine, i ricercatori dell'Imperial College di Londra  hanno chiesto a 60 a persone con asma lieve o moderata di camminare spesso nella parte occidentale di Oxford Street dove è consentito il passaggio solo a taxy con motore diesel, autobus e ciclisti. I volontari hanno avuto manifestato i sintomi dell'asma e infiammazione polmonare e questo perché i veicoli diesel emettono molte più nanoparticelle dei veicoli a benzina.

L'allarme che lanciano i ricercatori è che le medesime particelle sono così piccole che possono entrare in circolo nel sangue provocando poi infiammazioni anche a cuore e cervello. II rimedi? Per ora pochi: indossare una maschera non è sufficiente perché le  
particelle sono così microbiche da eludere qualsiasi scudo.

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