DAL MONDO11:53 - 31 maggio 2010

Marea nera, fallita l'operazione Top Kill

Un altro tentativo fallito per arginare la marea nera sulle coste degli Stati Uniti

di Greta Privitera
<p>Marea nera, fallita l'operazione Top Kill</p>
PHOTO GETTY IMAGES

«Il più grande e terribile disastro ambientale che abbia mai colpito gli Stati Uniti». Così l'amministrazione Obama ha definito la marea nera che il 20 aprile scorso ha colpito le coste sudorientali del Paese.

Alla Casa Bianca si è registrato nervosismo e sconforto dopo il fallimento dei giorni scorsi per l'operazione Top Kill che avrebbe dovuto sigillare la falla nella piattaforma della Bp, British Petroleum, e impedire la continua perdita di greggio nel mare. La Bp, responsabile del disastro, intende ora passare a un altro piano d'attacco: tagliare il tubo danneggiato e incappucciarlo, poi collegare questo cappuccio a un nuovo tubo attraverso il quale aspirare il petrolio e il gas fino alla nave d'appoggio in superficie. Manovra però mai tentata a 1.500 metri di profondità che preoccupa il presidente Barack Obama.

L'amministrazione Usa è accusata di non avere capito da subito la gravità dell'incidente, e Carol Browner, la responsabile per l'ambiente della Casa Bianca, ha ammesso che «la marea nera è verosimilmente la peggior catastrofe ecologia degli Stati Uniti». Le indagini sull'affondamento della piattaforma Deepwater Horizon fanno sempre più ipotizzare lo scenario di «tragedia annunciata».

Già molto tempo prima dell'esplosione, la Bp era a conoscenza di alcuni problemi e temeva fortemente per la sicurezza della piattaforma, riferisce oggi il New York Times citando documenti riservati del gruppo petrolifero britannico. I problemi riguardavano in particolare il rivestimento del pozzo e il dispositivo messo a punto contro le esplosioni. Già un anno fa, gli ingegneri di Bp avevano espresso forti dubbi sul rivestimento.

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