DALL'ITALIA11:11 - 01 luglio 2010

Università, il ministro Gelmini: «Il 3+2  cambierà»

Quasi tutti gli studenti concludono il quinquennio. Perché con la laurea triennale in tasca hanno difficoltà a trovare lavoro. Si pensa a una riforma del sistema. Che sia però graduale

di Lavinia Farnese
<p>Università, il ministro Gelmini: «Il 3+2&nbsp; cambierà»</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Dietro-front del ministro Mariastella Gelmini sulla laurea triennale: funziona poco e da quando è in vigore (1999) non ha dato i risultati che ci si aspettava. Non è un caso che quasi tutti i ragazzi concludano il quinquennio: con quel diploma in tasca faticano a trovare lavoro. «La correggeremo», promette il ministro, «la modifica sarà graduale»: la riforma delle università è stato un flop, insomma, ma nel pensarne un'altra non si riparterà da zero. Soprattutto perché siamo in Europa, dove negli altri Paesi il 70 per cento dei laureati dopo 2 o 3 anni è occupato. La nuova revisione degli ordinamenti didattici, che avverrà «senza stravolgere un sistema che ha già subito tanti scossoni», è cominciata col taglio dei «corsi di laurea inutili e gli insegnamenti che non hanno ragion d'essere, che hanno offerto molte cattedre ma non hanno dato risultati agli studenti».

La colpa del fallimento è, per il professor Guido Fiegna, membro del Cnvsu, il comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, «in parte attribuibile alle università che non hanno ridisegnato i corsi, cambiando la sequenza delle discipline, i tempi e i modi di insegnamento». Non favorendo così l'uscita dal sistema universitario dei laureati triennali. Ci sarà modo, assicura il ministro, di rimediare: «Il governo ha garantito quest'anno 400 milioni di euro. E anche per il prossimo anno l'attenzione al sistema universitario non mancherà».

 


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