DAI PALAZZI09:45 - 01 luglio 2010

Via la patente dopo gli 80 anni

Il deputato del Pdl Mario Valducci, propone di togliere la patente agli anziani che hanno superato gli 80 anni perchè «un pericolo al volante». «Si dovrebbe pensare a un'età limite, una soglia oltre la quale non è più possibile guidare. Possono essere 80 o 85 anni, di questo si può discutere. Ma la questione va affrontata »

di Greta Privitera
<p>Via la patente dopo gli 80 anni</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

«Gli anziani che superano gli 80 anni non dovrebbero guidare». Questa è la proposta di Mario Valducci, deputato del Pdl e presidente della commissione Trasporti della Camera. «Con l'età diminuisce l'attenzione, e per chi guida l'attenzione è fondamentale come la prudenza».

«Si dovrebbe pensare a un'età limite, una soglia oltre la quale non è più possibile guidare. Possono essere 80 o 85 anni, di questo si può discutere. Ma la questione va affrontata», conclude il deputato.

L'automobilista in pensione non ci va mai. La proposta sull'età massima è arrivata nel corso di un convegno organizzato dalla Fondazione per la sicurezza stradale dell'Ania, l'associazione nazionale fra le imprese assicuratrici. «Dobbiamo prendere atto», spiega Sandro Salvati, che della Fondazione Ania è il presidente, «che siamo un Paese di vecchi. E che le visite mediche per il rinnovo della patente spesso sono solo sulla carta. Il problema è che Ci sono persone che a 85 anni sono sveglie come grilli e altre che a 65 non hanno più i riflessi di una volta». Ma anche secondo lui il problema va affrontato. Come, lo suggerisce Umberto Guidoni, che della Fondazione Ania è il segretario: «Oltre una certa età, ad esempio 70 anni, si potrebbe prevedere il rinnovo annuale della patente. E soprattutto chiedere un vero e proprio certificato del medico curante. Oggi, sostanzialmente, siamo all'autocertificazione».

TORNA ALLA PAGINA DELLE NEWS


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).